Father (Padre)

E una volta che glielโ€™avevo detto che ne sapevo io cosa fare? Non avevo mai visto mio padre piangere. Mai. Neanche quando era morta la mamma in un incidente nove mesi prima aveva pianto, per quel che ne so io. Sono sicuro perchรฉ fui io a dargli la brutta notizia. Ed ero lรฌ tutto il tempo, fino al funerale e dopo. Era il mio lavoro stare con lui. I miei zii avevano organizzato tutto, portato la bara. E i vicini, incaricati dalle mie sorelle, tenevano la casa piรน o meno in ordine. Ma cโ€™era una specie di accordo โ€“ tacito, se cosรฌ si puรฒ dire โ€“ che era meglio se io rimanevo con papร  dato che ero il piรน piccolo, lโ€™unico ancora a casa tutto lโ€™anno.
Ecco perchรฉ sono quasi sicuro che non abbia pianto neanche una lacrima. Per lo meno non alla luce del sole. Il fazzoletto neanche gli serviva, tranne quando doveva soffiarsi il naso. Certo, era sconvolto. Dovevi strappargli le parole di bocca. Trascorrevano lunghi silenzi mentre lui rimaneva a fissare il fuoco o a guardare fuori dalla finestra della cucina. Ma non versava neanche una lacrima. Forse รจ stato lo shock. Il terribile shock al suo organismo. Anche se, come ho detto, mio padre non รจ mai stato tipo da piagnistei.
Ecco perchรฉ rimasi cosรฌ spiazzato. Mortificato. Non solo per il pianto. Ma per il modo in cui piangeva. Chรฉ poi non era davvero un pianto. Era piรน una via di mezzo tra un gemito e un singhiozzo in fondo alla gola. Un sospiro doloroso e soffocato di repulsione, o almeno cosรฌ pareva. Durava solo qualche istante. E quel modo cosรฌ improvviso di fermarsi ti faceva pensare che lโ€™avesse inghiottito come si fa con quegli schifosi pasticconi che prescrive il dottore. Non mi guardรฒ neanche, eccetto per lโ€™occhiata furtiva e acquosa che mi lanciรฒ quando glielo dissi. Dopodichรฉ era come se provasse a nascondere tutta la faccia o quasi, da me. In un certo senso per lui era piรน facile, ma per me no; per quanto volessi non riuscivo a guardarlo in faccia. Cosรฌ, mentre lui tergiversava, io sedevo immobile, spogliato di tutto tranne che del calore del mio corpo. Entrambi con il fiato corto. Poi mi accorsi che persino il suo pianto soffocato โ€“ se di pianto si trattava โ€“ era meglio di quel silenzio. Se qualcuno piange davanti a te, puoi provare a fare qualcosa, forse. Ma un silenzio totale รจ astratto e inquietante. Lungo, esasperato, doloroso come un parto. Sentivo solo che, per tutto il tempo, lui non riusciva a guardarmi, anche quando aveva racimolato le forze per fare due respiri profondi uno dopo lโ€™altro e, alla fine, mettere insieme due parole.
ยซQuindi sei…ยป disse, come se la parola fosse rimasta incastrata o si fosse gonfiata nella gola fino a non sapere se era sicuro pronunciarla, o forse sperava che fossi io a dirla โ€“ la parola che gli aveva tappato le orecchie proprio in quel momento, una parola che non avrebbe mai pensato di formare nella sua gola di contadino se non per rigurgitarla in qualche barzelletta sconcia per gli amici giรน al pub. In irlandese non esisteva una parola educata per questa parola, di certo non una che venisse subito in menteโ€ฆ Troppo concentrato a cercare di leggergli la mente, mi accorsi di non avergli ancora risposto quando ripetรฉ:
ยซMi stai dicendo che seiโ€ฆยป
ยซSรฌยป dissi, piรน o meno consapevole di averlo interrotto con una reticenza simile alla sua, senza sapere se questa volta avrebbe concluso la frase oppure no. ยซSรฌยป ripetei velocemente, come se la parola potesse scapparmi via e nascondersi, in un fugace tentativo di riempire il silenzio vuoto.
ยซChe Dio ci aiutiยป disse. ยซCristo santo figlio di Dio, salvaci tuยป. Le parole uscirono come se le avesse trascinate una ad una dallโ€™altra parte del mondo. Per un momento sembrava avrebbe detto dellโ€™altro, almeno qualcosa, se ci fosse stata una risposta giร  confezionata o una comoda banalitร , due parole da strappare al silenzio.
ยซMe ne accorgo oraยป, gemette, inspirando profondamente lโ€™aria della cucina e ributtandola fuori con forza. ยซOra te ne accorgi?ยป
Prese il secchio del carbone e aprรฌ il fornello per ravvivare il fuoco. Poi prelevรฒ un paio di zolle di torba dal sacco di plastica accanto al fornello e, dopo aver rotto sul ginocchio gli ultimi due pezzi per irrobustire lโ€™angolino nello spazio stipato del fornello aperto, li infilรฒ in cima. Unire carbone e torba in questo modo era una sua abitudine. Il carbone era troppo caldo โ€“ e anche troppo prezioso per usarlo da solo, come diceva lui โ€“ e a volte era difficile bruciare la torba o riuscire a riscaldarsi solo con quella, soprattutto se era ancora un poโ€™ molle per colpa dellโ€™estate piovosa. Prese la piccola scopa dal gancio e spazzรฒ dentro il fuoco tutti i rimasugli polverosi di torba depositati sul fornello. Poi scivolรฒ la piastra di ferro al suo posto con un acciottolio e respirรฒ di nuovo profondamente, concentrandosi sul fornello.
ยซE alle tue sorelle lโ€™hai detto?ยป
ยซSรฌ, quando sono tornate a casa questโ€™estate. La sera prima che rientrassero in Inghilterraยป.
Si fermรฒ un attimo, ancora mezzo chino sul fornello.
Aprรฌ la bocca, poi la richiuse senza fare rumore, come un pesce rosso dentro una boccia. Ci riprovรฒ e, con la voce ancora spezzata, mise insieme una frase monca:
ยซE tua madre, lo sapeva?ยป
ยซNon lo soยป dissi. ยซA una madre certe cose non serve dirleยป.
ยซProprio cosรฌ, a una madre non serveโ€ฆ Dio benedica lโ€™anima dei defuntiยป.
Si fece il segno della croce, imbarazzato. ยซMa i padri non si accorgono di nulla. Nulla finchรฉ non glielo spiattellano in facciaยป.
A quel punto si avvicinรฒ al tavolo e versรฒ nel bollitore giร  pieno una goccia dโ€™acqua del pozzo che era nel secchio. Poi ripoggiรฒ il bollitore sul fornello come per cuocere lโ€™acqua per il tรจ nel modo in cui faceva dopo la mungitura. Invece di usare lโ€™acqua del rubinetto e il bollitore elettrico, preparava sempre il tรจ con lโ€™acqua del pozzo e la bolliva nel vecchio bollitore, a meno che non fosse mattina presto quando non aveva tempo. Risparmiava sullโ€™elettricitร , diceva sempre. Neanche la mamma riuscรฌ a fargli cambiare idea. Voleva togliere di mezzo il fornello a carbone e sostituirlo con una cucina elettrica piรน affidabile, piรน precisa, come diceva lei, per fare tutto โ€“ bollire, cuocere in forno, preparare il pranzo e la cena e riscaldare il latte per i vitelli. โ€œE se va via la corrente?โ€ ribatteva lui, โ€œPer colpa di un temporale o di un fulmine? Se non cโ€™รจ elettricitร  quel fornello รจ un bellโ€™aiutoโ€. E ogni volta che capitava, ci guardava tutto soddisfatto e diceva: โ€œNon siete contenti ora di avere il fornello a carbone?โ€
Sollevรฒ lโ€™attizzatoio, aprรฌ la piastra del fornello e cโ€™infilรฒ lโ€™attizzatoio per ravvivare il fuoco nel tentativo di richiamare qualche fiamma dalle profonditร . Quando le braci non reagirono come si aspettava, ruotรฒ in modo piuttosto goffo il pomello in alto perchรฉ la cappa risucchiasse le fiamme. Attizzรฒ il fuoco un altro paio di volte, un poโ€™ piรน a fondo, provando a lasciar passare lโ€™aria. Da lรฌ a poco le fiamme presero a danzare, rosse e blu, leccando le zolle di torba scure e scoppiettando e svolazzando sopra il carbone duro, prima timide e poi sempre piรน forti e coraggiose. Richiuse la piastra con un colpo secco, ruotรฒ saldamente il pomello con la mano sinistra e rimise lโ€™attizzatoio nellโ€™angolo.
ยซE allora la figlia di Jimรญ Baeg, Sรญle?ยป chiese allโ€™improvviso, quasi sorpreso di non averci pensato prima. ยซNon uscivi con lei qualche anno fa?ยป disse mentre nella voce cresceva uno spiraglio di speranza.
ยซSรฌโ€ฆ Piรน o menoยป balbettai. Sapevo che non era una risposta ma era il massimo che potevo fare in quel momento.
ยซPiรน o menoยป ripetรฉ. ยซChe vuol dire piรน o meno? O ci uscivi o non ci uscivi. Non รจ venuta qui per un anno e Dio solo sa per quanto tempo prima? Sicuro ha lasciato Tomรกisรญn Tom Mahry per uscire con te, ho ragione?ยป. Fissava la griglia per il bucato sopra il fornello.
ยซMa ioโ€ฆยป, cambiai idea e dissi ยซAvevo solo diciotto anni. Nessuno sa cosa vuole a quellโ€™etร ยป aggiunsi, ยซo cosa รจ destinato a luiยป.
ยซE invece a ventidue anni lo sappiamo bene. A ventidue anni si pensa di sapere tuttoยป.
ยซMagari fosse cosรฌ facileยป dissi sorpreso di essermi esposto in questo modo.
ยซCerto, non รจ facile. Anzi!ยป
Spinse il bollitore da una parte e sollevรฒ di nuovo la piastra del fornello per controllare se il fuoco era ancora acceso. Era acceso.
ยซSono uscito con lei perchรฉ non sapevoโ€ฆ Non sapevo cosa fare, perchรฉ tutti gli altri avevano una ragazzaโ€ฆยป
ยซQuindi tuโ€ฆยป
ยซAllโ€™inizio glielโ€™ho chiesto perchรฉ dovevo invitarne una al ballo di fine anno. Tutti ce lโ€™avevano. Non potevo andarci da solo. E portarci una delle mie sorelle sarebbe stato ridicolo. Non ci sarebbero venute comunque. E non potevo rimanere a casa perchรฉ sarei stato lโ€™unico di classe mia a non andarci. Che potevo fare?ยป dissi, stupito di aver parlato cosรฌ tanto.
ยซChe ne so io di quello che dovevi fare? Non potevi essere come gli altri e bastaโ€ฆ In quel modo, in quel modo o stavi a casa?ยป
ยซNon potevoยป dissi. ยซNon per sempre. Non รจ che non ci ho provatoโ€ฆยป. Ci pensai due volte prima di proseguire, temendo che non avrebbe capito.
ยซQuindi รจ per questo che vai a Dublino cosรฌ spessoยป disse, contento di esserci arrivato da solo.
ยซSรฌ, credoยป risposi. Che altro potevo dire?
ยซE noi tutti convinti che avessi trovato la donna. La gente voleva sapere se lโ€™avevamo giร  conosciutaโ€ฆ O quando lโ€™avremmo incontrata. La zia Nora mi chiedeva giusto lโ€™altro giorno quando ci sarร  il prossimo matrimonioโ€ฆ Secondo lei un anno dopo la morte di tua madre si puรฒ fareยป.
ยซLa zia Nora farebbe bene a pensare agli affari suoi. รˆ lei la prima a non essersi sposataยป dissi, arrossendo allโ€™insinuazione che avevo appena pronunciato.
ยซFino a Dublino! Ma dimmi tuยป disse tra sรฉ e sรฉ. ยซDublino รจ una cittร  losca e pericolosaยป aggiunse in un modo che bastava a sรฉ stesso.
Si girรฒ dando le spalle al fornello e trascinandosi verso il tavolo di cucina. Poi inclinรฒ con due mani il secchio con il latte per versarne un poโ€™ nella brocca finchรฉ quasi non straboccรฒ. Pronto a prendere un panno umido e a pulire se ce ne fosse stato bisogno, fui contento che ne avesse rovesciato non piรน di una goccia. Ero a disagio e mi vergognai di rimanere seduto a guardarlo fare quello che di solito era il mio lavoro. Versรฒ nella scodella per i vitelli il latte avanzato nel secchio e lo mise accanto al fornello per riscaldarlo fino alla mungitura delle mucche. Dopodichรฉ lo avrebbe portato lui ai vitelli. Sollevรฒ il secchio smaltato che ogni mattina dopo la mungitura veniva lavato e poggiato sui supporti in legno del tavolo. Poi gli diede una sbollentata con lโ€™acqua calda del bollitore โ€“ acqua bollita tanto a lungo da farlo fischiare. Ripoggiรฒ il bollitore, con il beccuccio rivolto verso lโ€™interno, accanto al fornello per evitare di riscaldarlo ulteriormente. Quindi mescolรฒ lโ€™acqua che bolliva nel fondo del secchio e la vuotรฒ tutta insieme nella scodella dei vitelli. Si allungรฒ un poco per afferrare lo strofinaccio sulla stecca sopra il fornello, cosรฌ asciugรฒ il secchio e lo appese di nuovo in modo maldestro, assicurandosi che non rotolasse sul fornello. Non lo fece.
Dโ€™un tratto si raddrizzรฒ come se un pensiero lo avesse attraversato allโ€™improvviso. Si voltรฒ e mi guardรฒ per un attimo, i nostri occhi si incontrarono e si studiarono. Ora il suo sguardo era diverso dallโ€™inaspettata occhiata lacrimosa che mi aveva lanciato quando glielo avevo detto per la prima volta. Adesso notavo le rughe sulla fronte, alcune arricciate altre squadrate, i capelli grigi appiattiti in una frangia, le sopracciglia, gli occhi. Che occhi! Volevano scacciare qualunque fantasticheria mi balenasse in testa in quel momento. Mi avevano fatto venire voglia di scappare. Quegli occhi che potevano dire cosรฌ tanto senza dire una parola. Sapevo che lโ€™unico modo per conoscere un uomo era guardarlo dritto negli occhi, anche se di sfuggita, segretamenteโ€ฆ Distolsi lo sguardo, incapace di sostenerlo ancora, grato che avesse deciso di spezzare il silenzio. Si infilรฒ il secchio sotto il braccio come faceva quando andava a mungere.
ยซE come stai di salute?ยป riuscรฌ a dire, nervoso. ยซStai bene di salute?ยป
ยซSรฌ, sto beneยป risposi piรน veloce che potevo, felice di potergli dare una risposta concreta. Cominciai a tamburellare le dita sul tavolo. La sua domanda mi stupรฌ.
ยซDio ci salvi, non sia maiยป disse davanti alla porta voltandosi un poco verso di me. Si vedeva che era sollevato.
ยซNon devi preoccupartiยป dissi approfittando per guadagnare la sua fiducia. ยซSono attento. Molto attento. Sempreยป.
ยซPuoi stare attento al cento per cento?ยป aggiunse curioso, il tono piรน disteso. ยซVoglio dire, se รจ vera la metร  delle cose che dicono i giornali e la televisioneยป.
Lo lasciai parlare e mi accorsi che forse sapeva piรน di quello che pensavo. Non era sempre puntata verso di lui la televisione, con il chiacchiericcio di certi programmi mentre sedeva sulla poltrona con gli occhi chiusi, sonnecchiando accanto al fuoco, o almeno cosรฌ pareva, ma รจ probabile che assorbisse tutto.
Prese il cappotto dal retro della porta, lo appoggiรฒ sulla sedia.
ยซE me lo dovevi proprio dire questo tuo segreto, alla mia etร ?ยป
ยซSรฌ e noยป dissi prima di rendermene conto, ma continuai: ยซCioรจ, non รจ che dovevo dirtelo per forza, ma avevo paura che lo venissi a sapere da qualcun altro, avevo paura che qualcuno dicesse qualcosa su di me davanti a teยป. Pensavo di starmela cavando. ยซPensavo lo dovessi sapere comunque. Pensavo fossi prontoยป.
ยซPronto! Guarda come sono pronto. Quindi la gente qui intorno lo sa?ยป
ยซGiร , cosรฌ pare. Non puoi nascondere niente. Soprattutto in un posto sperduto come questoยป.
ยซE secondo te puoi rimanere qui?ยป, in quellโ€™esclamazione mi sembrรฒ di leggere una sorta di ribrezzo. Le sue parole mi colpirono talmente veloce che non riuscii a capire se erano unโ€™affermazione o una domanda. Serviva una risposta? La dovevo dare io o lui? Me lo sono chiesto. Certo che era mia intenzione o anzi, dovrei dire, certo che ero felice di rimanere. Era mio padre. E io ero il figlio piรน piccolo, lโ€™unico maschio. Le mie due sorelle erano sposate e vivevano a Londra. Quindi toccava a me. Anche se le mie sorelle mi avevano assicurato la sera prima del loro rientro che, se ne avessi avuto bisogno, la porta di casa loro a Londra era sempre aperta.
Di certo lui lo sapeva che avrei preferito rimanere. Chi altro si sarebbe preso cura di lui? Chi lโ€™avrebbe aiutato con gli animali, chi si sarebbe occupato della casa, chi avrebbe tenuto dโ€™occhio la nostra piccola fattoria, chi si sarebbe assicurato che stesse bene, chi lโ€™avrebbe portato a messa la domenica e chi gli avrebbe fatto compagnia? โ€œE secondo te puoi rimanere quiโ€ฆโ€ ripetei, non trovavo pace, continuavo a chiedermi se era una domanda o unโ€™affermazione e se si aspettava una risposta oppure no.
Aveva trascinato gli stivali di gomma tra la sedia e il posto a capotavola e chino combatteva per slacciarsi gli scarponi chiodati. Mi pareva tanto diverso. Se me ne fossi dovuto andareโ€ฆ Dissi tra me e me. Se mi avesse cacciato di casa dicendomi che non mi voleva piรน vedere o che non voleva avere piรน niente a che fare con meโ€ฆ
Mi vennero in mente alcuni amici e conoscenti di Dublino. Quelli allontanati dalle famiglie quando erano venute a saperlo. Mark, il cui padre lo chiamรฒ lurido bastardo e gli disse di non avvicinarsi mai piรน a casa sua finchรฉ era vivo. Keith, con suo papร  che gliene diede di santa ragione quando scoprรฌ che aveva un amante e lo segregรฒ in casa per un mese anche se aveva quasi ventโ€™anni. Philip, che finรฌ per avere un esaurimento nervoso dallโ€™ansia, che alla fine non ebbe altra scelta se non quella di lasciare il lavoro da insegnante dopo che uno dei suoi alunni piรน difficili lo vide una domenica sera uscire da uno di quei posti e il lunedรฌ a pranzo tutti giร  sapevano tutto. Davanti i ragazzi lo chiamavano con dei nomignoli tremendi, per non parlare del palese mormorio che cโ€™era alle sue spalle. Come biasimarlo per aver scelto di andarsene? Anche se questo comportava la disoccupazione e la ricerca di un nuovo appartamento dallโ€™altra parte della cittร . La disoccupazione Robin non aveva avuto neanche il tempo di richiederla. I suoi genitori gli diedero ventiquattro ore per raccogliere le sue cose e andarsene, gli dissero che non lo consideravano piรน figlio loro, che se lโ€™era cercata e che non avrebbero mai piรน voluto vederlo finchรฉ era vivo. E cosรฌ fu. Quando tornarono a casa quella sera, trovarono il suo corpo inerte sul letto della camera matrimoniale, portapillole vuoti sul petto, mezzo bicchiere dโ€™acqua sotto lo specchio della toilette, un bigliettino accartocciato che diceva che il suo unico desiderio era morire dove era nato, che gli voleva bene e che gli dispiaceva di avergli fatto del male ma che non vedeva altra via dโ€™uscita.
I lenti rintocchi dellโ€™orologio interruppero la mia litania. Era ancora di fronte a me che combatteva per infilarsi gli stivali di gomma, i pantaloni dentro i calzini termici. Se me ne fossi dovuto andare, pensai, non avrei mai piรน visto mio padre cosรฌ. Mai. La volta successiva sarebbe stato dentro una bara freddo come il marmo, la sua prole sul primo volo da Londra per tornare a casa dopo una telefonata urgente in cui ci comunicavano che era stramazzato in giardino, o che non erano sicuri se era caduto nel fuoco o se era morto prima dellโ€™incendio divampato in casa la notte, o che lo avevano trovato semivestito in camera dopo che i vicini avevano sfondato la portaโ€ฆ E nel frattempo si domandavano quando era stata lโ€™ultima volta che lโ€™avevano visto vivo, nessuno in grado di calcolare il momento esatto del decesso.
Alla fine ebbe la meglio sugli stivali di gomma e si raddrizzรฒ. Avvolto nel suo cappotto, in mano il berretto, pronto per indossarlo, rimase lรฌ, per un momento, esitante, il secchio smaltato sotto il braccio.
Poi si diresse lentamente, quasi barcollando, verso la porta. I miei occhi seguivano il suo viso, il profilo, la schiena, i suoi passi strambi che si allontanavano da me mentre le ultime parole che mi aveva detto poco prima si contorcevano nella testa come unโ€™anguilla appena pescata e poggiata sulla pietra un giorno di piena estate.
Si fermรฒ sulla porta nel modo in cui faceva sempre quando usciva e bagnรฒ lโ€™indice nellโ€™acquasantiera appesa allo stipite. Era una vecchia acquasantiera di legno con il Cuore Sacro che mia madre aveva riportato da un pellegrinaggio a Knock quando venne in visita il Papa. Vedevo che stava provando a farsi il segno della croce, incerto anche su quale dito tra pollice e indice aveva immerso in quellโ€™acquasantiera.
Mise la mano sul chiavistello, aprรฌ la porta e la tirรฒ a sรฉ.
Poi si volse, prima la testa, piano piano anche il corpo, e mi guardรฒ. La sua occhiata era diventata cosรฌ intensa che la mente mi si spense e tutti i pensieri si rintanarono al buio.
ยซCi rimani mica accanto a quella vacca guidaiola mentre la mungo?ยป chiese. ยซHa ancora la mammella doloranteยป.


ยฉ Francesca Cugno, da Corpora vivi (2021).
In copertina: Francesca Cugno, da Cartografie percettive (2024).

Micheรกl ร“ Conghaile nasce nel 1962 nel Connemara, contea di Galway (Irlanda), ed รจ uno scrittore irlandese conosciuto soprattutto per il suo contributo alla letteratura in lingua gaelica. Nel 1985, quando รจ ancora studente, fonda la casa editrice di libri in lingua irlandese e testi di musica tradizionale Clรณ Iar-Chonnacht (CIC). Come scrittore, pubblica poesie, racconti, un romanzo, opere teatrali e romanzi brevi. Nel 1997 riceve il premio Hennessy Young Irish Writer of the Year e lโ€™istituto Irish American Cultural Institute gli conferisce il Butler Literary Award. Nello stesso anno, anche il suo racconto Athair (Father) vince lโ€™Hennessy Literary Award e, nel 2012, entra a far parte della raccolta intitolata The Colours of Man curata da Brian ร“ Conchubhair, professore associato di lingua e letteratura irlandese presso lโ€™Universitร  di Notre Dame negli Stati Uniti. Dopo i numerosi successi in ambito accademico, teatrale e letterario, nel 2013 ร“ Conghaile riceve anche la laurea ad honorem dalla National University of Ireland (Galway).
Cosรฌ come gli altri sedici racconti della raccolta, Father รจ stato scritto in irlandese (gaelico) e poi tradotto in inglese da Frank Sewell e รšna Nรญ Conchรบir. La presente traduzione italiana del racconto fa capo alla versione inglese ed รจ la prima opera di ร“ Conghaile tradotta nella nostra lingua.

Sofia Cavazzoni (1993) รจ traduttrice e revisora dallโ€™inglese e dallo spagnolo e vive tra Siena e Colonia, in Germania. Nel 2015 si laurea in Lingue e letterature straniere presso lโ€™Universitร  Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, due anni dopo, si specializza in Traduzione audiovisiva grazie al master erogato dallโ€™Universitร  di Cadice. Nel 2021 si iscrive al corso di Laurea magistrale in Competenze testuali per lโ€™editoria presso lโ€™Universitร  per Stranieri di Siena, concludendo il percorso il 23 marzo 2023 con una tesi sul capolavoro del modernismo Ulisse di James Joyce e la sua tormentata storia editoriale a causa della censura in America, in Inghilterra e in Italia. Uno dei capitoli della sua tesi รจ stato pubblicato a maggio 2024 nel volume su Joyce e la censura a cura di Andrea Carloni (Eretica Edizioni). A luglio 2024 la rivista di critica letteraria ยซAllegoriaยป ha pubblicato la sua traduzione dei primi due capitoli del libro di Declan Kiberd, Ulysses and us.


Francesca Cugno รจ nata in Sicilia nel 1997. Laureata in Nuove Tecnologie dellโ€™arte allโ€™Accademia di Brera, ha continuato i suoi studi in Fotografia allโ€™Istituto Superiore delle Industrie Artistiche di Urbino (ISIAU), dove ha avuto modo di sviluppare una forte attenzione per la sperimentazione visiva. Il suo lavoro si concentra sullโ€™esplorazione della memoria, sia individuale che collettiva, attraverso immagini che raccontano storie di trasformazione e di radici legate al territorio e sulle modifiche che avvengono nel corso del tempo, trattando tematiche di cambiamento, identitร  e appartenenza. Lโ€™artista approfondisce anche il ruolo dellโ€™immagine considerandola non solo come una rappresentazione, ma come forma di esperienza sensoriale che permette di esplorare le dimensioni tangibili e intangibili della nostra percezione, invitando lo spettatore a una riflessione profonda sulla natura della realtร . รˆ stata selezionata nel 2023 come Fresh Eyes Talent da ยซGup Magazineยป, nello stesso anno dalla rivista ยซFotografยป come Fotograf Talent. I suoi progetti sono stati esposti in diverse occasioni, tra cui lโ€™esposizione del Premio Raccontโ€™arti (2023) e la mostra Other Spaces tenuta a Berlino (2024). Ha partecipato allโ€™evento Polycopies 2024 con la sua tesi di laurea Cartografie Percettive pubblicata da Corraini Edizioni. Per ยซL’Appesoยป: Cartografie percettive: percepire l’immagine.


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