Cosa resta dell’uomo

PERIFERICHE #2

Riflessioni sugli impatti della tecnologia sulla societร  a partire da Come costruire un essere umano di Hiroshi Ishiguro

di Ilaria Padovan

รˆ stato sorprendente, leggendo Come costruire un essere umano, che piรน che parlare di androidi si parlasse di noi, degli esseri umani. Non solo di coloro che li ideano, costruiscono, gestiscono, ma anche di chiunque abbia a che fare con la tecnologia e che ne sperimenta gli effetti nella propria quotidianitร . Appunto, noi. Come se il legame tra umanitร  e tecnologia fosse, ormai, inscindibile e quindi impossibile argomentare lโ€™una senza la lente dellโ€™altra. Lo si intuisce chiaramente anche dalla dichiarazione di intenti dellโ€™autore: ยซIl mio androide era [โ€ฆ] un canale attraverso il quale considerare lโ€™essenza stessa del genere umanoยป.

Partiamo dal volto, lโ€™elemento che con maggiore sicurezza potremmo dire essere rappresentativo e distintivo di ciascuno, e di cui ognuno non vede altro che la versione specchiata, tanto da considerare inesatta lโ€™immagine restituita dalle fotografie, da trovare strana quella riflessa durante le call. La proiezione attraverso un supporto scollegato da noi, eppure maschera sociale fondamentale, รจ in grado di destare preoccupazioni e spingerci ad azioni dettate dalla compenetrazione tra analogico e digitale. Non abbiamo a che fare, noi, con umanoidi dalla pelle siliconica perfetta e dalla luminositร  impareggiabile, ma con webcam perennemente puntate alla fronte โ€“ specialmente dalla pandemia in poi โ€“ che hanno portato allo svilupparsi di quella che รจ stata definita โ€œvirtual meeting fatigueโ€[1], una sensazione di stanchezza incrementata dal semplice ritrovarsi continuamente faccia a faccia con noi stessi nel corso di giornate scandite da interminabili flussi di videochiamate.
Allo stesso modo, abbiamo a che fare con i social media che, nonostante la maggiore attenzione verso la body positivity, non hanno ridotto la tendenza a immortalare fisici perfetti e irraggiungibili, anche grazie al proliferare di AI generative. I social continuano a ricercare e promuovere โ€œlโ€™eccezionaleโ€, non ciรฒ che necessariamente risponde a canoni estetici classici, ma che sia in grado di catturare lโ€™attenzione, di convogliare views e interazioni. Come ben identifica Carlo Milani in Pedagogia hacker[2], ยซi social media di massa, le app piรน note, i siti piรน cliccati sono costruiti appositamente in maniera tossica. Favoriscono lโ€™instaurarsi di dinamiche di abuso e auto-abuso, stimolando in maniera incoercibile il sistema dopaminergico a prescindere dallโ€™etร , dalle competenze, dalla lingua, dal sesso, dallo status sociale degli esseri umani implicatiยป. Un esempio recente di quanto siamo disposti a modificarci in virtรน di un apparire insolito, inimitabile, eccezionale appunto: lโ€™incremento della richiesta di costosi interventi chirurgici[3] in grado di democratizzare lโ€™eterocromia a cui crescente attenzione รจ stata riservata da influencer e celebritร .

La proiezione attraverso un supporto scollegato da noi, eppure maschera sociale fondamentale, รจ in grado di destare preoccupazioni e spingerci ad azioni dettate dalla compenetrazione tra analogico e digitale.

Proprio perchรฉ viviamo le nostre vite basandoci su una concezione lievemente sbagliata di noi stessi, ci รจ necessario interagire in maniera sociale: possiamo riconoscere il nostro vero io solo attraverso gli altri, e lโ€™interazione con gli altri โ€“ seppur mediata da una immagine โ€“ non puรฒ fermarsi alla superficie.
Ishiguro nota e annota un elemento fondamentale: ยซControllare un androide รจ molto semplice: bisogna soltanto osservare alcuni schermi e premere dei pulsanti [..]. Se gestite un androide per un poโ€™ di tempo, inizierete a percepirlo come il vostro corpo e, al tempo stesso, chi interagisce con lui comincerร  a comportarsi come se stesse interagendo con voiยป. Di nuovo, una sensazione che possiamo provare nella nostra quotidianitร  sia nella sfera lavorativa che in quella privata dove intratteniamo rapporti anche solo mediati da uno schermo.
Pur volendosi soffermare sullโ€™aspetto piรน positivo che ci viene offerto, e cioรจ quello di trovarci di fronte a opportunitร  senza precedenti in fatto di connessioni sociali, non รจ possibile non considerare come lโ€™uso di unโ€™interfaccia possa avere risvolti psicologici differenti in chi la utilizza, quale ad esempio un generale incremento di aggressivitร  nelle interazioni. Uno studio[4] della Yale University apparso su Science Advances mostra come i social media ci stiano incoraggiando da anni a esprimere e sfogare rabbia e indignazione. Questo sempre con lโ€™obiettivo di generare piรน interazioni, like e condivisioni. Inoltre, la tecnologia comporta isolamento sociale[5] (si pensi al fenomeno hikikomori: in Giappone, uno dei paesi piรน tecnologicamente avanzati al mondo, dovโ€™รจ stato coniato il termine, se ne contano 1,5 milioni[6], cifra incrementata dopo la pandemia) e una minore capacitร  di instaurare relazioni significative. Le cause sono da ricercarsi sia nella facilitร  di portare avanti conversazioni senza affrontarle nella vita analogica โ€“ che porta a un minore coinvolgimento emotivo verso un interlocutore, non essendo esposti a espressioni e micro-espressioni facciali, e nella tendenza a ricorrere piรน facilmente al blocco dellโ€™altro[7] evitando cosรฌ il confronto su temi potenzialmente scomodi โ€“, sia nellโ€™impossibilitร  di avere tempo a sufficienza per rafforzare le amicizie[8] nel momento in cui si รจ troppo impegnati a costruire il proprio network di conoscenze.

Ancora piรน interessante, allora, notare come di fronte a un androide che sorride a una conferenza stampa ยซi giornalisti sorridessero e annuissero a loro voltaยป, o ancora un invito per una conferenza direttamente indirizzato allโ€™androide di Ishiguro stesso: ยซGentile Copia del prof. Ishiguroยป (H. Ishiguro, Come costruire un essere umano, Wudz 2024). Pensando alla nostra di realtร , รจ affascinante, a fronte di un deteriorarsi delle relazioni umane, la capacitร  che abbiamo di essere gentili[9] nei confronti di chatbot e altre intelligenze artificiali, dal momento che interagire senza convenevoli risulterebbe innaturale e potrebbe essere percepito come un comportamento controproducente[10].
Questo perchรฉ, come ci ricorda Ishiguro, ยซil nostro cervello esiste soprattutto per interagire con le altre persone, al punto tale che ricerchiamo dei tratti umani negli oggetti che utilizziamoยป, come se, constatata una minore capacitร  di instaurare relazioni reali con esseri umani, ci fossimo giร  predisposti ad accettarne i surrogati tecnologici (in questโ€™ottica, si pensi anche ai deepfake creati con lโ€™obiettivo di sostituirsi ai defunti[11]).

รจ affascinante, a fronte di un deteriorarsi delle relazioni umane, la capacitร  che abbiamo di essere gentili nei confronti di chatbot e altre intelligenze artificiali

Fin qui il tentativo di migliorare la performance in ambito sociale, ma il campo di applicazione elettivo รจ sicuramente quello lavorativo.
La tecnologia, soprattutto attraverso i suoi ultimi sviluppi, ha modificato inequivocabilmente e inesorabilmente lโ€™ambiente e le aspettative professionali nei confronti dei dipendenti. A fronte di una maggiore flessibilitร  e allโ€™opportunitร  del lavoro da remoto (nonostante una sua sensibile contrazione[12] una volta conclusasi lโ€™emergenza pandemica), assistiamo allโ€™affermazione della cultura dellโ€™always-on[13], per cui, al lavoratore dipendente, รจ concesso di organizzare la propria vita al prezzo di rimanere connesso ed essere sempre raggiungibile, sfumando il confine tra lavoro e tempo libero, con un impatto negativo sul work-life balance generando maggiori livelli di stress, burnout e portando a un generale peggioramento del benessere degli individui, in cambio di cassette di frutta e sconti irrisori per iscriversi a corsi di yoga che non si avrร  il tempo di frequentare.
Va considerata inoltre lโ€™ulteriore spinta in questa direzione dovuta alla disponibilitร , gratuita nella sua versione base, dellโ€™intelligenza artificiale generativa definita โ€œla nuova frontiera della produttivitร โ€ da McKinsey che stima[14] che un impatto in questo senso ยซpotrebbe aggiungere trilioni di dollari al valore dellโ€™economia globaleยป. Questo senza ritenere problematici nรฉ gli impatti ambientali[15], nรฉ gli effetti del tecno-feudalesimo[16] che rendono le big tech immuni sia alle logiche del capitalismo che alle leggi nazionali, nรฉ, tantomeno, la maggiore disparitร [17] nei confronti dei paesi in via di sviluppo che, senza adeguati programmi di formazione e mentoring, non potranno superare le barriere allโ€™ingresso e quindi beneficiarne a differenza delle economie piรน sviluppate.

Di fronte a potenzialitร  tanto vaste, i veri interrogativi riguardano come e da chi queste tecnologie verranno gestite.

In Come costruire un essere umano non mancano le riflessioni in merito: ยซLโ€™operatore umano รจ necessario soltanto nel dieci percento del tempo in cui il robot รจ attivo. Una gestione creativa puรฒ permettere a un operatore umano di controllare fino a dieci robot alla volta. Ciรฒ significa che una persona puรฒ svolgere il lavoro di dieci, rendendo questo sistema estremamente praticoยป. Ci troveremmo, quindi, di fronte a un doppio livello di performativitร : il robot โ€“ ma giร  i computer, le automazioni, le intelligenze artificiali โ€“ che incrementa la produttivitร  rispetto allโ€™azione umana, e la possibilitร  di far gestire a una singola persona fino a dieci di questi robot con risultati e rendimento senza precedenti. Ma a beneficio di chi? Viene da chiederselo, specialmente dopo lโ€™annuncio di NVIDIA[18] (ad oggi, lโ€™azienda in grado di acquisire maggior valore grazie al boom dellโ€™AI generativa) della creazione di una nuova suite di servizi destinata a supportare i produttori[19] di robot umanoidi o lโ€™affermazione di Elon Musk sullโ€™intenzione di voler utilizzare, internamente allโ€™azienda, umanoidi entro il prossimo anno[20].

Di fronte a potenzialitร  tanto vaste, i veri interrogativi riguardano come e da chi queste tecnologie verranno gestite. รˆ emblematico che, proprio coloro che hanno contribuito a rivoluzioni simili, abbiano poi cercato โ€“ talvolta troppo tardi โ€“ di proteggerne i propri figli. Steve Jobs e Bill Gates[21], ad esempio, limitarono lโ€™uso dei dispositivi in famiglia, avendo giร  percepito i pericoli legati a unโ€™esposizione incontrollata, come osservato[22] anche da Chris Anderson (ex editor di Wired e co-fondatore di 3D Robotics).
A questo punto, la domanda non puรฒ che essere diretta: ha ancora senso cercare di arginare lโ€™impatto della tecnologia su pochi, quando รจ giร  diventata la lente attraverso cui interpretiamo la condizione umana stessa?


Riferimenti ipertestuali

1โ€‚C. Gallo, Three Cures For Virtual Meeting Fatigue, According to New Microsoft Research, in ยซForbesยป, 16 luglio 2020.
2โ€‚C. Milani, Pedagogia hacker, in ยซIl Tascabileยป, 31 gennaio 2024.
3โ€‚V. Panetta, Cambio colore degli occhi. ยซRichiesta sempre piรน elevataยป: quanto costa e come funziona la cheratopigmentazione, in ยซIl Messaggeroยป, 15 luglio 2024.
4โ€‚W. J. Brady, K. Mcloughlin, T. N. Doan, M. J. Crockett, How social learning amplifies moral outrage expression in online social networks, in ยซScienceAdvancesยป, 13 agosto 2021.
5โ€‚T. L. Lowery, The Impact of Digital Technology on Children’s Social Interaction: A Literature Review, 2023.
6โ€‚J. Yeung, M. Karasawa, Japan was already grappling with isolation and loneliness. The pandemic made it worse, in ยซCNNยป, 7 aprile 2023.
7โ€‚The Pros And Cons Of Technology And Relationships: The Roles Of Social Media And Other Forms Of Communication, in ยซRegainยป, 18 marzo 2025.
8โ€‚Social Media Is Killing Your Friendships, in ยซHealthlineยป.
9โ€‚Perchรฉ siamo gentili con le intelligenze artificiali?, in ยซIl Postยป, 5 giugno 2024.
10โ€‚D. Gallegos, Is It OK to Be Mean to a Chatbot?, in ยซThe Wall Street Journalยป, 15 febbraio 2024.
11โ€‚Z. Yang, Deepfakes of your dead loved ones are a booming Chinese business, in ยซMIT Technoloy Reviewยป, 7 maggio 2024.
12โ€‚R. Shanbhogue, The fight over remote working will heat up in 2024, in ยซThe Economistยป, 13 novembre 2023.
13โ€‚P. Keshwani, S. Patel, The Impact of Technology on Work Life Balance, in ยซIRE Journalsยป, 29 giugno 2023.
14โ€‚The economic potential of generative AI: The next productivity frontier, in ยซMcKinseyยป, 14 giugno 2023.
15โ€‚D. Milmo, A. Hern, J. Ambrose, Can the climate survive the insatiable energy demands of the AI arms race?, in ยซThe Guardianยป, 4 luglio 2024.
16โ€‚C. Cadwalladr, “Capitalism is dead. Now we have something much worse”: Yanis Varoufakis on extremism, Starmer, and the tyranny of big tech, in ยซThe Guardianยป, 24 settembre 2023.
17โ€‚The Uneven Impact of Generative AI on Entrepreneurial Performance (pdf), in ยซhbs.eduยป.
18โ€‚N. Robins-Early, Nvidia becomes worldโ€™s most valuable company amid AI boom, in ยซThe Guardianยป, 18 giugno 2024.
19โ€‚S. Bandhakavi, Nvidia announces new support for humanoid robots, in ยซThe Monitorยป, 30 luglio 2024.
20โ€‚AI chipmaker Nvidia launches tools for developers building humanoid robots, in ยซThe Hinduยป, 3 agosto 2024.
21โ€‚C. Weller, Why did Bill Gates and Steve Jobs guard their kids from tech?, in ยซWorld Economic Forumยป, 27 ottobre 2017.
22โ€‚D. Bolton, The reason Steve Jobs didn’t let his children use an iPad, in ยซThe Independentยป, 24 febbraio 2016.

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Cosa resta dell’uomo รจ il secondo appuntamento di PERIFERICHE โ€“ umanitร  al margine, tecnologie alla ribalta, una rubrica a cura di Ilaria Padovan.


Ilaria Padovan, The sun, 2025.

Ilaria Padovan nasce a Pavia nel 1990 e lavora in consulenza a Milano. Suoi racconti sono comparsi su ยซTopsy Krettsยป, ยซCrunchedยป, ยซRismeยป, ยซTurcheseยป, ยซGrado Zeroยป e ยซYanezยป. Collabora con Treccani, Il Tascabile e The Vision.



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