PERIFERICHE #1
di Ilaria Padovan
Ammazzarsi รจ una cosa che si fa da giovani. Almeno, io pensavo cosรฌ.
Per questo mi รจ sembrato strano leggere della morte del generale Claudio Graziano, ex Capo di stato maggiore della Difesa e presidente di Fincantieri: dopo una certa etร , morte improvvisa puรฒ sopraggiungere per qualche malfunzionamento fisico, chessรฒ un infarto, un ictus, unโinfezione non scoperta in tempo, un incidente, ma il suicidio, perchรฉ? ร come se questo concetto non sia configurato dalle mie sinapsi, รจ come se togliersi la vita fosse collegato a una dimostrazione ribelle, a un conato di forza e volontร che appartengono, per natura, piรน ai giovani che ai vecchi. Quando รจ morto Vitaliano Trevisan, uno che di suicidio ha scritto per tutta la vita, non ho potuto non pensare, quasi con disappunto, โperchรฉ adesso, perchรฉ proprio adessoโ. Lo stesso, prima, attraverso lโinviolabile deflagrazione di Sergio Claudio Perroni.
Ammazzarsi รจ un diritto di chi รจ ancora giovane, questo pensavo io. Siamo una societร che invecchia, abbiamo superato il punto di non ritorno, eppure, ai vecchi non riconosciamo diritti, nemmeno quello di togliersi la vita senza la scusa di una malattia (forse, anche qui forse). Impotenti per definizione, non gli รจ riconosciuta alcuna volontร , tanto che fa strano sentir parlare del suicidio di un vecchio, come se fosse sbagliato, come se la sua vita, tanto, fosse giร finita.
Secondo il World Social Report 2023 delle Nazioni Unite, il numero di persone di 65 anni o piรน a livello mondiale duplicherร , passando da 761 milioni nel 2021 a 1,6 miliardi nel 2050. Il numero di persone di 80 anni o piรน cresce ancora piรน rapidamente. Viviamo nellโepoca che tra i trend del momento ha sia lโascesa dellโintelligenza artificiale che lโinvecchiamento globale.
Una popolazione che invecchia che supera quella che nasce porta a diverse sfide dal punto di vista economico, comportando maggiori costi dovuti a assistenza sanitaria, assistenza a lungo termine, pensione e costi di sostegno alla vecchiaia, a fronte di una diminuzione dei contribuenti in etร lavorativa. Un peso, quindi.
Quelli che prima erano individui chiaramente identificabili grazie al proprio ruolo nella societร sono, adesso, solo qualcuno da biasimare per aver trascurato il futuro, il nostro, si tratti di politiche ambientali o di pensioni da pagare (senza che, con ogni probabilitร , ci sia mai una pensione per noi). Quelli che erano persone che lavoravano sono, oggi, in pensione e noi pensiamo โbeati loroโ, ma chi ha soltanto lavorato per tutta la vita magari non ha hobby o passatempi, magari รจ invecchiato senza aver davvero imparato a usare internet, la tecnologia, in un mondo che in poco piรน di un anno ha visto i propri paradigmi cambiare grazie allโAI generativa. Quelli che erano mariti e mogli sono, forse, diventati vedovi, sono stati ai funerali degli amici, si chiedono chi sarร il prossimo, se saranno loro. Quelli che erano individui finchรฉ hanno continuato a produrre sono ridotti alla condizione di macchia, perchรฉ le macchie sono sempre tristi e in procinto di essere eliminate: le macchie non hanno volontร .
Viviamo nellโepoca che tra i trend del momento ha sia lโascesa dellโintelligenza artificiale che lโinvecchiamento globale.
Gli anziani, perรฒ, una volontร ce lโhanno e la dimostrano.
Osservando i dati statunitensi del 2021[1], i suicidi sono aumentati del 3%, i tassi di suicidio tra chi ha 75 anni o piรน si conferma due o addirittura tre volte superiore agli altri gruppi demografici. Lo stesso succede in Asia[2] dove, negli ultimi dieci anni, il tasso di chi si รจ tolto la vita sopra i 65 anni รจ aumentato vertiginosamente[3], soprattutto in Sud Corea, Taiwan e Cina. Il paradosso รจ trovarsi di fronte a unโaspettativa di vita sempre maggiore e un aumento di anziani che pongono fine alla propria vita autonomamente. Entrambe, in proiezione, cresceranno.
Non esistono ancora studi che provino una correlazione con lโimpatto del COVID-19, ma รจ facilmente ipotizzabile che la pandemia abbia avuto un impatto negativo sugli anziani[4]. In Giappone, ad esempio, dopo unโiniziale diminuzione di questo tasso, durante la seconda ondata (da luglio a ottobre 2020), si รจ assistito a un aumento del 16%[5], dato in crescita per la prima volta in undici anni che ha portato allโistituzione del ministero della solitudine, proprio perchรฉ solitudine, distanziamento sociale, quarantena e impossibilitร di entrare in contatto con i propri cari (anche per un estremo saluto) hanno lโeffetto di aggravare ansia, depressione e stress post-traumatico, tutti potenziali fattori scatenanti di episodi di autolesionismo e suicidio.
Con dati epidemiologici[6] che prevedono quasi un raddoppio della popolazione anziana in meno di trentโanni e una proporzione crescente di famiglie mononucleari, la preoccupazione nei confronti di aumento di isolamento sociale, solitudine e dipendenza non appare infondata. Ma vanno considerati anche altri fattori di rischio, come dolori cronici[7] โ che in molti paesi occidentali prevedono la prescrizione di oppioidi, lasciando facile accesso a efficaci metodi per togliersi la vita โ, dipendenza dalle altre persone, demenza, decadimento cognitivo, la mancanza di risorse economiche.
Cause non difficili da comprendere ma a cui tendiamo a non pensare mai perchรฉ la vecchiaia รจ un costrutto sociale piรน che biologico e questo costrutto prevede che, da un certo momento in poi, si diventi invisibile, irrilevante. In Italia[8], dove lโIstat non rileva piรน i suicidi dal 2021, quelli tentati dal 2008, questo fenomeno, destinato ad aumentare, appare ancora piรน rilevante con una popolazione di oltre 14 milioni di ultrasessantacinquenni, e appare chiaro come manchino conoscenze, strutture e preparazione necessarie ad arginare la problematica.
Lโageism, come รจ stato definito dallโOrganizzazione Mondiale della Sanitร , รจ un insieme di stereotipi, pregiudizi e discriminazioni basati sullโetร (World Health Organization, Global Report on Ageism, 2021). Lโinternalizzazione di questo tipo di proiezioni e narrazioni puรฒ avere un impatto sulla visione negativa della vita da parte degli anziani. Unโazione contro questa tipologia di stigma potrebbe essere un primo fattore di prevenzione in una societร dove i baby boomer sono fonte inesauribile di meme. Se รจ vero che lโageism ha radici profonde โ Terenzio nel 160 a.C. scriveva senectus ipsa est morbus (la vecchiaia รจ per sรฉ stessa una malattia) โ, dobbiamo riconoscere che siamo, ora piรน che mai, di fronte ad un dramma umano di proporzioni mai registrate prima.
la vecchiaia รจ un costrutto sociale piรน che biologico e questo costrutto prevede che, da un certo momento in poi, si diventi invisibile, irrilevante.
Chie Hayakawa, regista e scrittrice giapponese, con il film Plan 75 (2022) lancia una provocazione che pare distopia, fantascienza, affermando: ยซร troppo reale per essere fantascienza. Ho realizzato questo film appositamente per evitare che un programma come questo diventasse realtร ยป[9]. Plan 75 ipotizza che chiunque abbia 75 anni possa optare per lโeutanasia volontaria messa a disposizione dallo Stato. Chi ha soldi e famiglia puรฒ farlo al termine di un pacchetto premium di due giorni, dopo cure termali e pasti speciali. Quelli senza ricevono abbastanza soldi per pagare le spese funebri di base prima di sdraiarsi su un lettino in una stanza buia e silenziosa divisa da tende dove acconsentono tranquillamente a essere uccisi con il gas. Hayakawa commenta: ยซร tuttโaltro che impossibile in un Paese che sta diventando sempre piรน intollerante verso le persone socialmente deboli: gli anziani, i disabili e le persone che non hanno soldiยป.
Se ammazzarsi, quindi, รจ una cosa soprattutto da vecchi, e tutti siamo biologicamente destinati a diventarlo, nostra รจ la responsabilitร di non relegare allโinvisibilitร un fenomeno che ha giร proporzioni critiche.
1 A. Rascoe, Why elderly men have the highest rates of suicides, in ยซNPR โ National Public Radioยป, 3 dicembre 2023.
2 Guk-Hee Suh, Lina Gega, Suicide attempts among the elderly in East Asia, in ยซCambridge University Pressยป, 29 marzo 2017.
3 Why Are So Many Elderly Asians Killing Themselves?, in ยซNBC Newsยป, 18 febbraio 2014 (originariamente in ยซGlobal Postยป).
4 A. P. F. Wand, B. L. Zhong, H. F. K. Chiu, B. Draper, & D. De Leo, COVID-19: the implications for suicide in older adults, in ยซIn-ternational Psychogeriatricsยป, 32, pp. 1225โ1230, 2020.
5 T. Tanaka, S. Okamoto, Increase in suicide following an initial decline during the COVID-19 pandemic in Japan, in ยซNature Human Behav-iourยป, 5, pp. 229โ238, 2021.
6 D. De Leo, Late-life suicide in an aging world, in ยซNatureยป, 20 gennaio 2022.
7 D. De Leo, U. Arnautovska, โPrevention and treatment of suicidality in older adultsโ, in International Handbook of Suicide Prevention. Research, Policy and Practice (eds R. OโConnor & J. Pirkis), Wiley-Blackwell, pp. 323โ345, 2016.
8 A. Mauro, Il suicidio fra gli anziani, in ยซAccademia Sardaยป, 23 maggio 2011.
9 A. Hill, When 75 is time to die: the horrifically plausible film imagining state-run euthanasia in Japan, in ยซThe Guardianยป, 8 maggio 2023.
I suicidi invisibili รจ il primo appuntamento di PERIFERICHE, apparso in anteprima il 3 marzo 2025 su L’APPESO NUMERO 6.

In copertina: Echos of forgetfulness
Ilaria Padovan nasce a Pavia nel 1990 e lavora in consulenza a Milano. Suoi racconti sono comparsi su ยซTopsy Krettsยป, ยซCrunchedยป, ยซRismeยป, ยซTurcheseยป, ยซGrado Zeroยป e ยซYanezยป. Collabora con Treccani, Il Tascabile e The Vision.
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