Stefano Fortin – Cenere

RETROSCENA #3

a cura di Eliana Rotella

estratto da Cenere
di Stefano Fortin

testo vincitore del bando Biennale College Teatro โ€“ Drammaturgia under 40 2022/2023

PRESENTAZIONE

Rot โ€“ il colore-tema della Biennale Teatro 2022 in cui รจ nato questo testo โ€“ รจ per me uno sforzo, un graffio, unโ€™azione nella quale abita una violenza piรน crudele di quella del fuoco: quella della cenere, ciรฒ che resta quando tutto sembra finito.
Nel 2010 lโ€™eruzione di un vulcano islandese bloccรฒ mezza Europa non con il suo magma ma con lโ€™enorme quantitร  di cenere prodotta, che si sparse indistintamente su quasi tutto il continente. Questo evento mi ha portato a riconsiderare la natura dalla rabbia, che puรฒ sรฌ essere esplosiva ma anche corrosiva e logorante. Non esiste un prima e un dopo la rabbia, esiste un continuum.
Al cuore del rosso cโ€™รจ il grigio-nero della cenere, un sentimento pre-politico e post-politico.
Ogni corpo รจ polvere brutale.

Il granello di polvere-cenere รจ perรฒ anche la grana della voce di cui parlava Roland Barthes, la ยซmaterialitร  del corpo che parla la sua lingua maternaยป. Il rosso-cenere si configura perciรฒ anche come la presa di parola, privata ma soprattutto pubblica, dal silenzio prima di parlare a quello che resta dopo che si รจ detto tutto.
Cosa significa prendere la parola?

Cenere parte da una suggestione lucreziana: gli atomi (la nostra vita materiale destinata alla fine) vengono paragonati dal poeta latino al pulviscolo che intravediamo quando un raggio di sole entra da una finestra. Milioni di granelli che si muovono freneticamente, scendendo dallโ€™alto verso il basso, si scontrano e si allontanano in un processo senza senso di aggregazione e disgregazione. Il dibattersi furioso di qualcosa che ha senso solo perchรฉ cade.

Cenere รจ strutturato in un prologo e tre quadri distinti.
La prima scena รจ costituita da una didascalia che descrive la lenta e continua caduta dallโ€™alto della cenere sul palcoscenico, inizialmente intonso e primordiale, caduta che proseguirร  ininterrotta per tutta la durata del testo in un processo irreversibile di accumulazione.
I quadri rappresentano invece tre distinte prese di parola: quella di un figlio chiamato dai genitori a fare colazione (No); quella di un poliziotto che deve avvertire una coppia di genitori della morte del figlio (Qui); quella di una vittima che parla di sรฉ e di ciรฒ che le รจ accaduto (Tutto).
Oltre alle voci dei personaggi รจ presente anche quella dellโ€™autore, che decide di intervenire, osservando e commentando attraverso le note ciรฒ che accade in scena.
Il copione รจ disposto su due livelli: nella parte superiore trovano spazio didascalie e battute; nella parte inferiore (in nota) รจ collocata unโ€™altra voce, che interviene in corrispondenza dellโ€™elemento verbale cui รจ riferita.
Entrambi questi livelli costituiscono il testo drammatico.
Le battute della voce commentano quanto accade in scena. Tuttavia non si sovrappongono mai alle battute dei personaggi (disposte nella parte superiore). Nei casi in cui cโ€™รจ il rischio di questa sovrapposizione, lโ€™azione scenica semplicemente rimane sospesa finchรฉ la voce non ha terminato la sua parte.

La parte in nota non รจ fissa, a ogni allestimento necessita di essere riscritta. Non ha sempre le stesse cose da dire.

Stefano Fortin



molti piccoli corpi in molti modi vedrai che nel vuoto
proprio della luce dei raggi si mescolano tra di loro

Tito Lucrezio Caro

NO

Il salotto di una casa.
Un televisore trasmette i funerali di Pier Paolo Pasolini.
1
Il padre entra in salotto scendendo dalle scale.
La madre sta preparando la colazione in cucina.

PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Buongiorno.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Ciao, sono in cucina.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Hai fatto tu il caffรจ?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Sรฌ, mi sono svegliata presto stamattina.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non ti ho sentita.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Ho fatto piano.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ A che ora ti sei alzata?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(entra) Alle sei. Non riuscivo piรน a riaddormentarmi e sono scesa.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Ancora?

_______________________

1 ricordo che per molto tempo sono stato ossessionato da Pasolini: lโ€™ho letto, riletto, compulsato, sono persino andato un paio di volte nel discreto cimitero di Casarsa, appoggiato appena fuori quel piccolo centro urbano del Friuli tra campi e cicale; ricordo distintamente di aver sentito, la seconda volta, la strana sensazione di essere finito lรฌ non per ricordare ma per seppellire qualcosa, avvertivo di essere solo e calmo; soprattutto io non sapevo niente, non avevo nulla da dire e non ho mai percepito la necessitร  di andare in riva al mare, a Ostia, a vedere dal vivo il suo Golgota, nemmeno una volta, tanto meno adesso che vivo un odio barbarico verso Roma, rimasta ancora oggi la stessa Roma di Pasolini: un coagulo di periferie, classi medie annoiate, Alberti Moravia e generazioni di quelli che PPP chiamava ยซmostriยป, una Roma amministrativa e teatrale che non poteva non essere il palcoscenico perfetto per la morte dei martiri, Roma in comitiva | giubilo, anima viva | Roma in solitudine, | straducole, ebrietudine | Roma urbe e celeste | ragazze bottiglie ceste |Roma nera e intasata | famelica, violentata | Roma arresa, inferocita | puzza di uva marcita | Roma dietro quelle mura | vendi solo spazzatura | Roma dentro al Palazzo | vedi dโ€™attaccarte ar cazzo | Roma tutta cantiere | Tevere, Belvedere | Roma di Sorrentino, | persiana verde, zecchino | Roma immane mollusco | rimi ancora con ยซDe-Fuscoยป? | Roma chโ€™รจ tutto dire, | sospiro da non finire; a volte mi chiedo cosa sarebbe Roma se non fosse piรน Romacapitale, e devo dire che la risposta a questa domanda รจ perfetta per lโ€™occasione, perchรฉ se Roma non fosse Romacapitale sarebbe Venezia: rovine nelle foto di milioni di turisti

MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSarร  che sono nervosa in questi giorni.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Si รจ alzato?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon so, non credo. (esce)
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ La notte ti svegli perchรฉ devi andare in bagno?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) A volte sรฌ, a volte no. O forse vado a letto troppo presto.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Prova a restare in piedi un poโ€™ di piรน. Potremmo guardare la televisione, fanno molte cose interessanti in seconda serata.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Mi addormenterei sul divano. Tanto vale dormire comoda, cosรฌ se poi mi sveglio presto almeno ho riposato.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Potremmo uscire.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(entra) Per andare dove?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Andiamo tutti e tre al cinema. Ci guardiamo un film e torniamo a casa.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon ci vuole piรน venire con noi al cinema.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ La settimana scorsa รจ venuto.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒVeramente non voleva. Ti aveva detto di no.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Alla fine รจ venuto.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon hai capito che ti stava dicendo di no.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Credi?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒAveva provato a fartelo capire. Scuoteva la testa, non ti guardava, stava sempre con il mento verso il basso. Girava la testa a destra e a sinistra e non ti fissava mai.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sembrava ci stesse pensando.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSi รจ pure voltato di spalle a un certo punto. Ha provato a dirti di no, ma tu non hai capito.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ รˆ lui che รจ diventato misterioso. Sarร  lโ€™etร . Diventano sempre cosรฌ alla sua etร .
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSei tu che sei invecchiato. (esce)
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Perchรฉ dici invecchiato? รˆ invecchiato anche lui.
Lungo silenzio.

Fuori scena rumore di qualcosa che si rompe.
Silenzio
.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Qualche problema?
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ (sulla soglia della porta) Non mi hai sentito?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Cosa?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ (sulla soglia) Qualche problema? Ti รจ caduto qualcosa?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Niente, tutto bene, mi รจ solo scivolato. Mi รจ scivolato un piatto.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Per forza, fai sempre tutto di fretta.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Mi sono distratta. Scusa.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ (sulla soglia) Ti sei fatta male?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Tutto bene.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ (sulla soglia) Sicura? Ti serve una mano?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) No, vai pure. Adesso ti raggiungo.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Gli anni passano per tutti. Perchรฉ io sรฌ e lui no?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Lui รจ diventato grande. Tu sei invecchiato.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Anche tu lo sei.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) No, per me รจ diverso. Io sono rassegnata.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Rassegnata? A cosa?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Al fatto che prima o poi se ne andrร .
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Invece io no?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) No, per niente.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ E si puรฒ sapere perchรฉ?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Perchรฉ tu non lโ€™hai partorito.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ E quindi?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(sulla soglia della porta) E quindi non lโ€™hai ancora perso. Io invece sรฌ. Era un pezzo del mio corpo che ad un certo punto si รจ staccato da me ed รจ uscito fuori. La prima cosa che fatto nella sua vita รจ stata dirmi di no, per questo riesco sempre a capire quando lo sta dicendo a qualcuno, come a te la settimana scorsa. รˆ uscito fuori piangendo, tutto rosso, รจ stato orribile. La prima cosa che mi ha detto รจ stata no. E io lโ€™ho perso. รˆ una strana sensazione. Ricordo che io non lโ€™avevo capito, non capivo piรน niente, ero cosรฌ stanca che non pensavo piรน, con il corpo che quasi non rispondeva. Provavo a muovere le gambe e stavano ferme, aperte, la testa non si voltava nรฉ a destra nรฉ a sinistra. Era lโ€™aria che entrava dentro di me, non io che respiravo, entrava e usciva. Tutte le cose, le persone intorno mi vedevano, lui mi vedeva e io, senza abbassare la testa, solo gli occhi, lo guardavo. Li spingevo piรน in basso che potevo e anche se non bastava, anche se avrei voluto che non ci fosse il naso di mezzo a nascondere un minuscolo pezzo lร  sotto, io li spingevo ancora e ancora, mi sforzavo. Mi sentivo immobile. Non lo avevo capito, me ne ero semplicemente resa conto, come fosse un dato di fatto: avevo perso qualcosa e non cโ€™era piรน nulla da fare. (esce)
Silenzio.2
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Sei ancora lรฌ? (entra) Allora?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Guardo la televisione.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒVedi? Sei invecchiato. Sei diventato permaloso.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Smettila.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon vuole nemmeno fare piรน colazione con noi.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non va bene cosรฌ. Farร  tardi. Non si fa.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSi sveglia sempre allโ€™ultimo.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Una volta era il primo.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒGiร . Una volta.
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non gli ho insegnato a comportarsi in questo modo.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒLui comincia a fare come vuole. A prendersi il tempo che gli serve.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ A prendersi che? A che gli serve tutto questo tempo? Il mondo va avanti e non lo aspetta.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSei tu che lo aspetti. Nessuno lร  fuori lo fa, come non aspettano nรฉ me nรฉ te.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Bene. Allora stamattina non esco, tanto in ufficio nessuno si accorgerร  che manco. Sono invecchiato. Capiranno. Adesso resto seduto qui, aspetto che il caffรจ si raffreddi, che si riempia di cenere, che i miei vestiti, le scarpe, lโ€™argenteria, il tavolo, la televisione, le tende, che tutto si riempia di cenere. Sta tutto intorno, da qualche parte dovrร  cadere. Adesso restiamo tutti e due fermi a perdere tempo. Anche tu. Devi andare da qualche parte? Ti aspetta qualcuno? Dimmi. Hai qualche impegno? Ti sto facendo perdere tempo?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNo, non ho impegni.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sono solo preoccupato per lui. Dormire troppo non fa bene.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒIo vorrei capire come fa.

_______________________

2 Venezia, Sala dโ€™Armi A, venerdรฌ 21/sabato 22 giugno 2024, siamo qui, dunque, spettatori e spettatrici, con Giampiero Judica e Giulia Weber che in questo momento sono lรฌ, in piedi, davanti a voi seduti, sono lรฌ vivi come lo siete voi, come lo sono io che parlo, vivi perchรฉ dotati di tutte quelle caratteristiche che siamo soliti attribuire a chi รจ in vita: sono in piedi, respirano, parlano, si muovono; ma anche se stessero fermi immobili, zitti e non respirassero per cinque/dieci/venti minuti, anche in quel caso rimarrebbero vivi, inevitabilmente, come me e voi, perchรฉ niente sembra morto davvero nello spazio di una performance, almeno un poco; lโ€™unica cosa finta, in Sala dโ€™Armi, รจ la morte, perchรฉ nessuno muore davvero in Sala dโ€™Armi, nemmeno coloro che sono giร  morti o stanno morendo, perchรฉ siamo a teatro, e nonostante qualcuno dicesse (non ricordo bene chi, ma sono quasi certo fosse Heiner Mรผller) nonostante Mรผller dicesse che questo esercizio che stiamo facendo ha a che fare con il dialogo coi morti, nonostante questo nessuno puรฒ essere morto o morire qui, anche se morisse per davvero; possiamo solo guardarci vivi, ora

PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Tu perchรฉ non usi dei tappi? Hai il sonno troppo leggero. Non riesci ad addormentarti profondamente e ti svegli stanca.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon credo. Ormai non ricordo piรน il suono della sveglia. Non la carico nemmeno. Tanto la spegnerei prima che suoni.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Fa un rumore insopportabile.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒA volte fingo di sentirla per credere di essermi appena svegliata.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Che fai ti immagini le cose adesso? Senti le voci?
Silenzio.
La madre esce.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Lui invece dovrebbe sentirla la sveglia. (a voce alta) Allora? Vogliamo scendere?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Perdi il tuo tempo.
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Che cโ€™รจ? Perchรฉ vai avanti e indietro in continuazione stamattina?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(da fuori) Niente. Non ho niente.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sembri distratta.
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non ho voglia di urlare. Vieni di qua e dimmi che hai.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒ(entra) Tu non lo hai sentito?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Cosa?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒMi sembrava/
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Cosa?
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Cosa?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒPoco fa.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Il piatto?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon parlo del piatto.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Te lo sarai immaginato.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒTi dico che lโ€™ho sentito.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Da dove veniva?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNo so, da sopra, da sotto, non so.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non รจ la stessa cosa.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒDa sotto, mi pare da sotto.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sotto il pavimento della cucina? Ci saranno dei topi nelle fondamenta. Domani darรฒ unโ€™occhiata.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon puoi andare adesso?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Lo farรฒ domani. Adesso non ho tempo. Devo andare al lavoro.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒDomattina?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Promesso.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒPromesso. (esce)
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ (urlando) Ultimo avviso! O scendi tu o salgo io!
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sabato mattina non ha da fare?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNo, รจ a casa.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Bene, mi darร  una mano coi topi. Cosรฌ si sveglia.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒTu hai paura dei topi.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Certo. Per questo ho pensato di portarlo con me. Spero ne abbia di meno.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒCome quando siamo andati a fare quel giro lungo il fiume.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non me lo ricordare.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒEstate. Due giovani ventenni se ne vanno in giro per la campagna.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Basta.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒLa natura รจ amichevole, il clima caldo, non cโ€™รจ una bava di vento. I due ragazzi si fermano per riprendere fiato, asciugarsi dal sudore.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Smettila.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒLasciano le biciclette sulla cima dellโ€™argine e scendono verso lโ€™acqua per darsi una rinfrescata. Lui offre a lei la mano perchรฉ la discesa รจ ripida. Ma lโ€™erba รจ alta, non si vede tutto quello che si muove a pelo dโ€™acqua vicino alla riva.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Ti odio.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒCosรฌ il topo uscรฌ. E lโ€™urlo squarciรฒ la calura.
Silenzio.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒScusa. Era divertente. Non fosse stato per quello saremmo caduti tutti e due in acqua.
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sicura non venisse da fuori?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒCosa?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Il rumore.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒIl tonfo.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Quindi era un tonfo.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒรˆ importante?
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Potrebbe essere caduto qualcosa. Magari veniva da sopra.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒForse.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Potrebbe essersi staccata di nuovo lโ€™antenna della televisione.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒNon so.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Puรฒ essere, รจ giร  successo.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒSenti, basta. Smettila.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Vado a controllare sul tetto.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒVa bene, come vuoi.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sicura venisse da sopra? รˆ pericoloso andare sul tetto.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒMi pare di sรฌ.
Il padre fissa la televisione.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Sicura non venisse da fuori?
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒTe lโ€™ho detto: non รจ venuto da fuori. Non รจ venuto da fuori, no. Non da fuori.
Silenzio.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Non ne parliamo piรน.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒEcco. Sรฌ. Me lo sarรฒ immaginata.
PADRE โ€‚โ€ƒโ€ƒ Va bene.
MADREโ€‚โ€ƒโ€ƒVa bene.3 (esce)

Buio.

_______________________

3 va bene, sรฌ, questa scena parla di un dialogo interrotto, ma si puรฒ ancora cercare di parlare con qualcuno, credo, un dialogo vero, come quello che ho con il critico, ad esempio, che recensendo questo testo lo scorso anno scriveva: ยซOra cosa ci chiedi dopo averti ascoltato?ยป; e mi scuserete ma ora gli rispondo, gli rispondo dicendo: caro critico, ti chiedo di immaginare di essere assieme a me nella sequenza di Zabriskie Point di Antonioni, in cui la Valle della Morte si trasforma in un vasto letto a cielo aperto, dove decine di coppie fanno lโ€™amore; ecco, vorrei che tu e io e tutti quelli che sono qui adesso ci immaginassimo in quella Valle, chiudere gli occhi, tu pensa, io penso, tutti pensiamo di essere ora in quella valle โ€“ mentre nel silenzio della crisi generale, mentre il sindaco di Roma e lโ€™assessore cercano al telefono il ministro, che perรฒ รจ impegnato con le nomine โ€“ e noi e tu e io siamo dentro la Valle della Morte a fare lโ€™amore, mentre in cittร  รจ scoppiata la guerra mondiale, qualsiasi sia questa cittร : sia Venezia questa cittร , o sia Padova, Roma, Marzabotto, Hiroshima, Karlag, le Falkland, Bassora, Mariupol, Gaza, non so, ma a me scoppia la testa dentro questa Valle, non capisco piรน niente โ€“ mentre intorno intorno sรฌ lo vedi lรฌ intorno

Stefano Fortin โ€“ Cenere รจ il terzo appuntamento di RETROSCENA, una rubrica a cura di Eliana Rotella.


Cenere di Stefano Fortin, mise en scรจne, regia di Giorgina Pi (Venezia, Arsenale โ€“ Sala dโ€™Armi, 21-22 giugno 2024); Courtesyย La Biennale di Venezia โ€“ ph. Stefano Avezzรน.


Stefano Fortin, nato a Este (PD), frequenta lโ€™Accademia del Teatro Stabile del Veneto, dove si diploma come attore nel 2014. Nel 2015 partecipa a Il corpo delle parole, presso il Centro Teatrale Santa Cristina. Lavora come assistente alla regia di Giorgio Sangati per lo spettacolo Le donne gelose di Goldoni (2015, produzione Piccolo Teatro di Milano) e per lo studio di O di uno o di nessuno di Pirandello, presso il Centro Teatrale Santa Cristina (2017). Come drammaturgo รจ in finale al premio Hystrio Scritture di scena 2018 e al Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 2019 con il testo George II. Nel 2022 vince il bando Autori under 40 della Biennale Teatro di Venezia, con il testo Cenere (debuttato, con la regia di Giorgina Pi, alla Biennale Teatro di Venezia 2024). Partecipa in qualitร  di dramaturg al progetto Amleto di Alessandro Businaro, finalista al concorso Registi under 30 della Biennale Teatro di Venezia 2019. Nel 2020 George II debutta con la regia di Businaro alla Biennale Teatro di Venezia, prodotto in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, Accademia Nazionale dโ€™Arte Drammatica Silvio Dโ€™Amico e Khora Teatro. Nel 2021 รจ coinvolto nel progetto Abbecedario per il mondo nuovo e Calendario civile del Piccolo Teatro di Milano. Sempre nel 2021 รจ dramaturg del progetto Orizzonte postumo, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto. Nel 2022 รจ tra gli autori partecipanti al progetto Italian Stories (produzione Piccolo Teatro di Milano e Ministero degli Affari Esteri). Nel 2023 รจ confondatore dellโ€™associazione culturale Bus 14, con cui realizza 35040 (come dramaturg) e Pay-per-view (come drammaturgo). Sempre nel 2023 รจ drammaturgo di Le cose che restano, spettacolo diretto da Alessandro Businaro e prodotto da Tib-Belluno.
Parallelamente, in ambito accademico, si รจ addottorato nel 2022 presso lโ€™Universitร  di Padova, e attualmente รจ assegnista di ricerca. I suoi interessi in ambito accademico riguardano principalmente lโ€™analisi critica e filologica del primo Ottocento italiano (Foscolo, Scalvini e al dibattito classico-romantico), la ricezione primo-ottocentesca di Torquato Tasso, la scrittura mistica femminile (Maria Maddalena deโ€™ Pazzi) e la letteratura teatrale (Carmelo Bene e Vitaliano Trevisan).



Vuoi sostenere L’Appeso?

Rispondi

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

Scopri di piรน da L'Appeso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere