ZUCCHERO
โโIo e Pinin facciamo lโappello della colazione: burro, pane e latte ci sono. Il coltello pulito โ quello senza seghetto โ cโรจ. Tre tazze e tre cucchiaini: eccoli. Non abbiamo ancora cominciato, perรฒ. Mamma รจ di lร . Dovrebbe essere lei a dirci: bambini, mangiate. Dondoliamo le gambe sotto al tavolo cercando quelle di Nico, che sono piรน lunghe, ma quello รจ un abile scalciatore e ci batte sempre. Pinin tira un calcio piรน forte degli altri e colpisce il tavolo da sotto. Le tazze tremano e tintinnano. Ci fermiamo tutti e tre e guardiamo verso la porta. Niente. Stavolta sono io a tirare un calcio โ piccolo โ a Pinin.
ยซAbbiamo delle regole, scemo!ยป
Pinin ne tira un altro a me.
ยซNon si tira se gli altri non tirano, scemo!ยป risponde lui.
ยซBasta, dร iยป dice Nico, ยซse no facciamo casinoยป.
Nico รจ piรน grande. ร il piรน alto e il piรน coraggioso di noi, oltre a essere quello che scalcia meglio. Io e Pinin siamo gemelli e dicono che siamo uguali-uguali. Nico invece sembra mamma: tutto magro e nero di capelli. Vorrei somigliare a lui, non a quello scemo di Pinin.
ยซMa lui-ยป
ยซBastaยป dice Nico, ยซmangiamoยป.
ยซE mamma?ยป
ยซMamma poi viene. Lasciatela stareยป.
Sta tutto il tempo di lร e, quando papร torna, ci dice di andare in camera nostra. Parlano forte e poi stanno zitti allโimprovviso, poi di nuovo parlano. Pinin dice che sono cose di grandi. Abbiamo la stessa etร , ma lo dice come se lui ne sapesse piรน di me. Allora vorrei dargli di nuovo dello scemo, ma Nico continua a dire: piano, non fate stare male mamma. Perรฒ mica ci spiega qualcosa.
ยซManca lo zuccheroยป dice Pinin. Guardo il tavolo e rifaccio lโappello: รจ vero.
ยซPrendilo tuยป.
ยซNo! Prendilo tuยป.
ยซSsssshยป dice Nico, ยซvado ioยป.
Oltre a essere tutto magro e nero di capelli, Nico รจ anche veloce e silenzioso. Noi facciamo solo guai, quindi รจ sempre lui quello che si alza se manca qualcosa. Veleggia fino al bancone e si ferma. Io e Pinin tratteniamo il respiro e guardiamo il tavolo. Entrerร mamma, lo vedrร ? No, niente. Forse รจ rimasta a letto. Nico torna indietro e ci guarda.
ยซMi sono appena ricordatoยป, dice, ยซche lo zucchero fa maleยป. Indica il tavolo col mento e aggiunge: ยซmangiateยป.
Io e Pinin ci guardiamo senza dire niente. Allunghiamo le mani per prendere il pane e il burro. Nico guarda la porta, forse per vedere se viene mamma. La aspetta sempre. Io invece vorrei che mangiasse con noi. Tiro un calcio nella sua direzione, ma il colpo va a vuoto.

Romina Bassu, Daily Bread, 2024, acrilico su tela, 40×30 cm.
Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma
LATTE
โโLa voce dal telefono della cucina diventa allโimprovviso fredda: ยซNo, signora, il latte noยป.
ยซMa come! Perchรฉ?ยป
ยซCi hanno dato disposizioni dal Comuneโฆ niente latte nรฉ verdura frescaยป.
Il garzone del negozio sotto casa non mi ha mai detto di no. Impiego forse un secondo di troppo per registrare la novitร . Stacco lโorecchio dalla cornetta e mi passo la bambina da un braccio allโaltro, stando attenta a non colpirla con il filo. La piรน grande si tiene stretta alla gamba. Non รจ che si appende, le basta stare attaccata a me.
ยซScusi, diceva?ยป
ยซLโesplosione, signora! Niente che viene dalla terraยป.
ยซQuale esplosione?ยป
ยซCiernoโฆ cervoโฆ vabbuรฒ, โna cosa cosรฌ. Cโรจ la nube tossica, signoโ, sta arrivando, non si puรฒ vendere niente di fresco. Se volete ci stanno, che ne so, le scatoletteโฆยป abbasso gli occhi sulla piรน piccola, che si tiene alla maglia con le manine ยซ… fatevi un piatto di pastaยป.
Ordino i biscotti e la pasta. Mentre aspetto, decido di accendere il televisore per capire meglio. In effetti inquadrano dei campi e parlano di nube tossica, di pioggia caduta sullโerba e mucche al pascolo. Vedo camion e tute bianche e scritte straniere. Mi stringo le bambine addosso. La piรน piccola non si attacca al seno e si lamenta. In televisione dicono di restare a casa e di non consumare prodotti freschi. La grande mi guarda e non si muove. Tiene le mani strette alla tuta. Fuori, sul balcone, due passerotti beccano qualcosa tra le fughe del pavimento. Uno trova qualcosa, lโaltro gli gira intorno. La piccola piange piรน forte. Torna al seno, si stacca, si lamenta. Come se anche da lรฌ non venisse piรน niente.

Romina Bassu, Demetra, 2026, acrilico su tela, 94×70 cm
~ In copertina: Faults, 2024, acrilico su tela, 50×40 cm ~
Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma
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Quando gli oggetti compaiono accanto ai personaggi, non sono soltanto dettagli narrativi. Una parrucca, un paio di scarpe con i tacchi o dei guanti modificano la lettura dellโimmagine, orientano la narrazione e definiscono unโidentitร . Sono elementi che collocano socialmente il corpo, attivando un immaginario collettivo fatto di associazioni immediate, ma anche di riferimenti cinematografici e culturali.
Quando invece occupano da soli lโintero spazio, in assenza della figura umana, acquisiscono una valenza piรน simbolica. Diventano il luogo in cui si concentra quella tensione psicologica e quella vulnerabilitร che prima affidavo ai corpi. Un piatto rotto, un libro tagliato o un fiore reciso non raccontano semplicemente un gesto, ma rendono visibile una condizione interiore, una ferita che altrimenti resterebbe invisibile.
Queste opere stanno tutte in questo spazio fragile: tra perdita di equilibrio e bisogno di ricostruire qualcosa dentro. [in COVERstory โ ROMINA BASSU: trasformare la fragilitร in una forma di resistenza, a cura di Marco De Crescenzo, Hestetika Mag, 13 luglio 2026]
Curatela editoriale: Giuseppe Cappitta
Daniela Montella si รจ formata allโAccademia Nazionale dโArte Drammatica โSilvio dโAmicoโ, dove ha conseguito il Master in Drammaturgia e Sceneggiatura. Suoi racconti sono apparsi su ยซThe Florence Reviewยป, ยซCalvarioยป, ยซSplitยป, ยซMalgrado le Moscheยป, ยซNarrandomยป, ยซPoetarum Silvaยป, ยซEnne2ยป e ยซCrapula Clubยป. Lavora tra scrittura e teatro e, nel tempo libero, si dedica al disegno.
Romina Bassu (Roma, 1982) vive e lavora a Roma. La sua ricerca indaga la rappresentazione degli stereotipi femminili modellati secondo le esigenze di una cultura maschile. Nella produzione piรน recente, la figura si alterna allo still life: oggetti e elementi botanici, segnati da gesti di rottura e processi di alterazione, trasferiscono sulla materia la dimensione psicologica della vulnerabilitร .
Bassu ha esposto presso la Triennale, Milano; Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma; Tang Contemporary Art Gallery, Pechino; Newchild Gallery, Anversa; Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli; Galleria Civica, Trento; AlbumArte, Roma; Palazzo Reale, Milano; SMAC Gallery, Cape Town; Frank Sinatraโs Estate, Los Angeles.
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