Agnus Dei

di Giuseppe Fontana

ยซExit unde corpum!ยป esclamรฒ, sventolando il crocifisso, e il ragazzo si divincolรฒ fra gemiti e lamenti. I genitori guardavano la scena schiacciati sulla parete, il terrore li paralizzava.
ยซExit unde corpum, Satan!ยป urlรฒ ancora piรน forte, e a quel punto il ragazzo lanciรฒ un grido acutissimo, da perforare i timpani e far tremare il vetro della finestra. Lโ€™esorcista sentรฌ che odio, rancore e paura lo abbandonavano, incanalati nella disperazione del verso straziante che pose fine a quel calvario. Adesso nella stanza regnava la serenitร  spirituale di un monastero eremitico.
ยซDei voluntatis facta sitยป.
Lโ€™esorcista benedisse il giovane con il segno della croce, mentre i genitori correvano ai piedi del letto per riempire di baci il figlio.

Sono due anni ormai che papร  vive a Lagoverde. Da quando la badante รจ tornata in Ucraina, le sue condizioni sono peggiorate al punto che non distingueva piรน casa sua da quella di riposo, nonostante siano molto diverse: una รจ un anonimo appartamento di cittร , al quinto piano di un anonimo edificio in unโ€™anonima piazza; lโ€™altra, anche se non รจ un capolavoro di architettura e comfort, ha almeno un grande cortile in cui passare le mattinate. Per trovare un edificio in buone condizioni abbiamo dovuto girare tutta la provincia. รˆ stato desolante.
I turni pomeridiani al call center mi permettono di fare visita a papร  tutte le mattine e molti pazienti si ricordano di me. Anche papร  finora non ha mostrato segni di dimenticanza, ma dubito che mi riconosca del tutto, dal momento che spesso si riferisce a me e mia sorella come ai โ€œbambiniโ€.
Lo trovo seduto a un tavolo insieme a due volti noti, un ultranovantenne in sedia a rotelle che ha vissuto la seconda guerra mondiale e ogni tanto sente le esplosioni delle bombe, e un signore un poโ€™ piรน giovane il cui vocabolario รจ ridotto a una serie di frasi fatte.
ยซCiao papร , come va?ยป
Lui mi guarda come se mi fossi materializzato dal nulla, il che dalla sua prospettiva รจ probabilmente vero, poi scoppia a ridere e mi abbraccia stretto quanto le sue braccia esili gli permettono. Per qualche motivo mi saluta sempre cosรฌ. Il signore delle frasi fatte mi sorride, salutandomi con un cenno; lโ€™ultranovantenne invece deve ancora registrare il mio arrivo.
ยซE i bambini?ยป domanda papร , la fronte corrucciata.
ยซSono a scuola, verranno a salutarti dopoยป.
Papร  annuisce. Anche se prima della pensione faceva lโ€™avvocato, per un periodo della malattia si รจ convinto di aver lavorato come insegnante, rivelando a me e mia sorella una vocazione nascosta.
ยซLa scuola rende liberiยป commenta lโ€™amico, con il suo cavallo di battaglia assieme alla frase di presentazione: โ€œHo sangue nobile ma cervello borgheseโ€.
รˆ il senso del dovere filiale che mi conduce a Lagoverde ogni giorno. Qui mi assale la depressione. Con papร  non si possono avere conversazioni โ€“ non che ne avessimo prima โ€“ e non ho la forza per intrattenerlo come mia moglie e mia sorella; entrambe lo vedono una volta a settimana, hanno un compito piรน facile. Per questo, mio malgrado, mi ritrovo a parlare del lavoro, e sulla giornata di un telefonista non cโ€™รจ molto da dire.
ยซLo sai, a una mia collega si รจ rotto il timpano perchรฉ le hanno suonato una trombetta al telefonoยป.
Papร  non sembra impressionato, non avrร  nemmeno capito cosa ho detto, ma dal mio tono intuisce che รจ una cosa a suo modo buffa e ride.
ยซPoverinaยป commenta il signore delle frasi fatte, ยซChe bastardiยป.
Si tratta di una storia che racconto da un paio di mesi, un asso nella manica da tirare fuori nelle frequenti situazioni di stallo. Cerco di non scavare troppo a fondo nella mia vita, o finisco per avvilirmi. Non parlo quasi mai di mia figlia, ad esempio. Me ne vergogno, ma non riesco proprio a sentire verso di lei orgoglio genitoriale: mi sembra una bambina vuota, lobotomizzata dai cartoni, che giร  a otto anni ha esaurito la propria creativitร . Immagino sia colpa nostra, mia e di Stefania, che le lasciamo usare la tecnologia a unโ€™etร  cosรฌ piccola; ma in fondo sono i tempi che vanno cosรฌ, nessun bambino che abbia messo occhio su un tablet sarร  piรน disposto a mangiare se non davanti a uno schermo.
A volte fingo di essere uno scrittore di bestseller, giusto per dire qualcosa di interessante. Piรน che una menzogna campata in aria, รจ una mia ambizione. Al momento sto lavorando su un romanzo nel quale credo molto.
ยซE la signora, dove sta?ยป chiede papร .
ยซA lavoro. Lei lavora da casa, utilizza il computerยป.
Faccio lโ€™imitazione di uno che batte la tastiera, senza rendermi conto di quanto stupido sia. Papร  era estraneo alla tecnologia quando la testa ancora gli funzionava, figuriamoci adesso.
Rimaniamo un poโ€™ in silenzio, e non so chi si sente piรน a disagio fra i due. Papร  non puรฒ essere lasciato troppo ai suoi pensieri senza che i fantasmi del passato riaffiorino, e allora me ne devo solo andare, facendo crollare il ponte che lo conduce a quellโ€™abisso di memorie ormai perdute. Per fortuna arriva Giulia, una delle infermiere che si occupano di lui.
ยซCome sta il mio patatone?ยป dice, afferrando una guancia di papร , che ridacchia. Giulia non lo sa, ma mia mamma lo chiamava cosรฌ.
In effetti, Giulia potrebbe essere mia sorella maggiore per quanto assomiglia alla mamma, non solo nei capelli e nei lineamenti, ma anche nel modo di fare burrascoso, eppure delicato. Non mi sorprende che papร  abbia legato cosรฌ tanto con lei. Anchโ€™io provo uno strano fascino in sua presenza.
ยซNovitร  con il libro, Filippo?ยป
Era da un poโ€™ che non me lo chiedeva. Certi convenevoli andavano diluiti nel tempo.
ยซProcede abbastanza bene. Oggi giornata tranquilla?ยป
ยซNon proprio. Stiamo preparando un trasferimento, la famiglia crede che il signore non stia bene qua. Non capiscono la sua situazioneยป.
Annuisco, con espressione addolorata.
ยซAlmeno non credono che sia impossessato, come quellโ€™altra. Chissร  che fine ha fatto quel poverino…ยป
ยซNon avete avuto notizie?ยป
ยซAbbiamo perso ogni contattoยป. Giulia sospira, contemplando nel vuoto la stupiditร  umana. ยซPurtroppo non possiamo farci niente. Adesso scusami, ma devo andareยป. Si congeda con un bacio sulla guancia.
Papร  ha seguito la discussione, cercando di afferrarne il senso, ma alla fine ha rinunciato, rivolgendo lโ€™attenzione al resto della sala.
ยซVedi papร , almeno tu hai dei figli intelligentiยป.
ยซDove sono i bambini?ยป mi chiede, un poโ€™ preoccupato.

La casa degli Esposito si trovava nella periferia del paesino, in un quartiere desolato con la densitร  abitativa di un feudo medievale. Non cโ€™erano bar dove vecchi amici si ritrovavano per giocare a carte e lโ€™unico segno di vita erano i tre anziani seduti a un tavolino, che scrutavano in silenzio la strada. Lโ€™esorcista ne aveva visti di luoghi dimenticati da Dio, ma questo li superava tutti. Prima di arrivare alla casa, si fece un paio di giri con la macchina per finire la canzone di Eros Ramazzotti. Giร  faceva un caldo asfissiante, ma sotto la tunica si bolliva vivi.
La signora Esposito aprรฌ il cancello, mentre il marito indicava dove lasciare lโ€™auto. La casa a due piani aveva una pianta rettangolare che si estendeva in lunghezza, con un giardino a costeggiare il cortile in cemento. Al centro si stagliava un pozzo, ormai relegato a pezzo ornamentale. In un angolo del cortile, dietro delle piante di Cycas, allโ€™esorcista parve di scorgere una tartaruga.
Gli Esposito erano come lui li aveva immaginati: entrambi bassi, lei grassottella, lui stempiato, con gli occhiali e i capelli dalle punte bianche. Era irritato dal loro atteggiamento riverente, unโ€™adulazione sfoggiata con orgoglio, come se il riconoscimento della sua superioritร  li elevasse spiritualmente.
ยซPadre Anselmi, che piacere averla quiยป disse il signor Esposito, stringendogli la mano con un lieve inchino.
ยซSi figuri, appena ho saputo ho cercato di liberarmi da ogni impegno per venire da voiยป.
ยซNon sa quanto le siamo riconoscentiยป farfugliรฒ il signor Esposito, portando una mano al cuore mentre teneva salda la presa dellโ€™altra.
Gli offrirono un caffรจ, che declinรฒ con gentilezza. Lโ€™interno della casa era piรน moderno di quanto si aspettasse. Gli ambienti erano spaziosi e trasmettevano un senso di vuoto, come se qualche ladro poco prima fosse passato di lรฌ, portandosi con sรฉ alcuni pezzi fondamentali dellโ€™arredo.
ยซTeresa รจ in camera suaยป disse il signor Esposito, facendogli strada su per le scale. La moglie lo seguiva come unโ€™ombra, in silenzio come unโ€™ombra, senza nemmeno guardare lโ€™ospite. Forse lei non era dโ€™accordo a chiamare un esorcista, ma si era adeguata alla decisione del marito, oppure le era stato proibito di interagire.
Prima di entrare nella stanza, il signor Esposito bussรฒ alla porta, come se la figlia potesse opporsi al loro ingresso. La stanza, di un rosa sbiadito, era un poโ€™ piรน piccola delle altre, oppure era lโ€™enorme cumulo di roba che la infestava a dare questa impressione. A svettare era un letto a castello, anche se la ragazzina non aveva sorelle o fratelli. Teresa sedeva sul materasso di sopra, con un numero di Focus posato sulle ginocchia.
ยซTeresa, questo รจ il prete di cui ti avevamo parlato. รˆ qui per teยป annunciรฒ il padre. Teresa non sostenne il sorriso dellโ€™esorcista e si guardรฒ le mani.
ยซChe cosa leggi?ยป le domandรฒ lโ€™esorcista, sollevando il giornale.
ยซLa fine dellโ€™impero dei Mayaยป.
ยซMolto interessante… so che gli spagnoli fecero bere al loro imperatore dellโ€™oro fusoยป.
ยซQuelli erano gli aztechiยป.
ยซChe cultura!ยป
I signori Esposito gli sorrisero e Teresa, anche se provava a nasconderlo, arrossรฌ.
ยซPrima di entrare in seminario sognavo di fare lโ€™esploratoreยป le confidรฒ lโ€™esorcista. Teresa sgranรฒ gli occhi.
ยซE come mai hai cambiato idea?ยป
ยซSoffrivo troppo il mal di mareยป.
Con la scioltezza di chi ha molta esperienza alle spalle, lโ€™esorcista riuscรฌ a rompere il ghiaccio e guadagnarsi la fiducia della bambina. Non vedeva una persona cosรฌ ricca di passioni da tempo e la vivace curiositร  di Teresa gli ricordรฒ gli anni della sua adolescenza, costellati di sogni mai realizzati. Come o si muore da rivoluzionari, o si diventa conservatori, cosรฌ chi nasce idealista approda al nichilismo; tutto sommato, lโ€™esorcista avrebbe fatto un piacere alla bambina, scoprendole il velo di Maya in cosรฌ tenera etร .
ยซMamma e papร  mi hanno detto che sei molto amica di una ragazzina che abita qui vicino, vero?ยป
Il tono dellโ€™esorcista era soffice, ma Teresa passรฒ subito sulla difensiva, ritraendosi e limitandosi ad annuire.
ยซรˆ bello avere unโ€™amica di cui puoi fidarti e con cui puoi giocare a tutti i giochi che vuoi. Perรฒ unโ€™amica deve rimanere tale, vero?ยป
Teresa si prese un attimo di riflessione prima di annuire di nuovo. Lanciรฒ unโ€™occhiata alla mamma, ma quella fece finta di non accorgersene.
ยซEppure mamma e papร  mi hanno detto che vi hanno trovato a fare coseโ€ฆ che non fanno le amiche. Mi hanno detto la veritร ?ยป
Teresa alzรฒ le spalle.
ยซTeresa?ยป
ยซStavamo giocando ad essere degli sposini, tutto quaยป.
Il signor Esposito sospirรฒ, rimpicciolendo per la vergogna.
ยซTeresa, ti rendi conto che il vostro gioco era una tentazione del diavolo, vero?ยป
Di solito, i bambini si opponevano alle accuse, ribadendo la loro buona fede; ma Teresa, che stupida non era, annuรฌ. Si prospettava un lavoro interessante.
Nei minuti successivi, Teresa fu tempestata di domande โ€“ perchรฉ proprio degli sposini, se recitava la parte del marito o della moglie โ€“ e recitรฒ alla perfezione il ruolo della finta tonta dicendo che lโ€™amica lโ€™aveva convinta, che lei non ci aveva pensato, che non lo avrebbe rifatto piรน. Lโ€™ottimismo nei genitori cresceva di risposta in risposta, tanto bastava a persuaderli del suo ravvedimento. Quando lโ€™esorcista giudicรฒ che il momento era propizio, pose fine a quella farsa.
ยซVa bene Teresa, con le domande ho finito. Si direbbe che nessuno spirito malvagio si sia impossessato di te. Manca un ultimo test e abbiamo finitoยป.
Nella sorpresa generale, cacciรฒ fuori dallo zaino una bottiglia in vetro di latte riempita dโ€™acqua e da cui era stata appositamente rimossa lโ€™etichetta. Le bottiglie di plastica erano poco professionali per quel tipo di circostanze.
ยซAdesso metterรฒ a riscaldare questa acqua santa. Poi tu ci immergerai lโ€™indice e giurerai di essere libera dal maligno. Se รจ vero ciรฒ che dici, Dio ti proteggerร  e non sentirai nienteยป.
Teresa rimase a bocca aperta.
ยซAltrimenti?ยป chiese attonita la mamma, ma ormai lui si era giร  diretto in cucina, dove con grande piacere trovรฒ un forno a microonde.
Lโ€™espressione di Teresa di fronte al fumo dellโ€™acqua che evaporava era quella di un condannato a morte davanti alla sedia elettrica. La paura nei suoi occhi iniettรฒ una scarica di adrenalina nellโ€™esorcista. Si trattava di unโ€™innovazione nel rito, che prima prevedeva solo un breve interrogatorio prima di passare alla pratica.
ยซDammi lโ€™indice destroยป.
Teresa non mosse un muscolo e lโ€™esorcista ripetรฉ lโ€™ordine in modo piรน autoritario.
ยซFidati di Dioยป aggiunse.
Incalzata dal padre, Teresa si rassegnรฒ al suo destino, affidandosi alla Volontร  suprema.
ยซPater Deus, protecti ea anima!ยป disse lโ€™esorcista, e infilรฒ il dito della bambina nellโ€™acqua bollente.

Oggi papร  stava seduto solo a un tavolo, con la testa inclinata per guardare la televisione. Le condizioni vanno peggiorando: i capelli bianchi sono arruffati da un sonno inquieto, il corpo emana un odore poco gradevole e la pelle presenta numerose spaccature contrassegnate da grumi di sangue. Io faccio quello che posso, lavandogli via le crosticine con dei fazzoletti bagnati, ma forse le infermiere dovrebbero prestare piรน attenzione. Anche la bronchite si รจ aggravata, ormai i muchi sono la pelle di un tamburo su cui vibrano i suoi respiri. Papร  sembra quasi inconsapevole che io mi trovi qui: le iridi, piรน del solito, sono ottenebrate da una coltre di incomprensione.
ยซDove sono i bambini?ยป ansima.
ยซA scuolaยป.
ยซSรฌ, la scuola รจ importanteยป.
Per quanto deprimenti, le sue condizioni lo rendono il depositario perfetto per la mia confessione. Papร  รจ un otre bucato, dal quale le informazioni escono appena entrate; un ottimo canale di sfogo, incapace di giudicare.
ยซSenti papร , devo chiederti una cosa un poโ€™โ€ฆ stranaยป.
Mi avvicino.
ยซEcco, volevo chiedertiโ€ฆ non cโ€™รจ proprio alcuna differenza fra ricordi autentici e artificiali? Non riesci a riconoscere, se guardi al passato, realtร  e allucinazione?ยป
Non mi aspetto davvero che papร  risponda o che capisca il problema, ma credo che sia il modo migliore di impostare il discorso. Papร  scuote il capo, segno che sta ascoltando.
ยซรˆ la memoria che diventa piรน confusa o le visioni che si fanno piรน vivide?ยป
ยซNon capiscoโ€ฆยป balbetta.
ยซรˆ che ultimamente vedo delle cose terribili, papร , terribiliยป dico, fissando le sue mani grinzose.
ยซTutto bene?ยป
Papร  ha avvertito la mia inquietudine e ne รจ stato contagiato. Adesso si guarda intorno con agitazione. Dโ€™un tratto, sono restio ad andare avanti. Non mi va di dare voce a pensieri che finora sono stati solo immagini sconnesse, non voglio condividerle con nessun altro. Se non ne parlo, non acquisiranno mai concretezza.
ยซTutto bene?ยป ripete papร , prima di cominciare a tossire, con i rantoli di chi entra in fase di pre-morte. Non ce la faccio, me ne devo andare.
Mi alzo, ma papร  si aggrappa al braccio, la fune che lo trattiene dal baratro di smarrimento. Perchรฉ ho pensato che tutto questo fosse una buona idea?
ยซScusa papร , รจ che non ce la faccio piรนยป mormoro, ricacciando indietro le lacrime.
Papร  prova a dire qualcosa, ma la voce viene soffocata dalla tosse. Credo volesse chiedermi cosa stesse succedendo.
ยซCโ€™รจ questo esorcista, un finto esorcista, che tortura i suoi โ€œpazientiโ€โ€ฆ Lโ€™ultima era una bambina, non aveva fatto nienteโ€ฆ e lui la prendeva a schiaffi, la frustravaโ€ฆยป
ยซTu picchi la bambina?ยป
ยซMa no, mica io. Lo sai che nei piedi ci sono dei nervi che arrivano dritti al cervello? Lui lo sa, lโ€™esorcista dico, e li colpisce apposta, per infliggere piรน doloreโ€ฆยป
ยซTu picchi la bambina!ยป esclama, con un colpo di tosse piรน forte dei precedenti a coronare la sentenza.
ยซNo papร , io non picchio nessuno, รจ lโ€™esorcista di cui ti so parlandoโ€ฆยป
ยซTuโ€ฆ picchiโ€ฆ la bambinaยป.
ยซNo, ti giuro che non sono io!ยป
ยซPicchi la bambinaยป.
Ormai la voce si รจ ridotta a un rantolo.
ยซNon cโ€™entro niente, io non me lo ricordoยป.
ยซPicchiโ€ฆยป
ยซForseโ€ฆ puรฒ darsiโ€ฆ ma anche se fosse, non sono davvero ioโ€ฆยป
ยซโ€ฆbambinaยป.
ยซPapร , perdonami, non ne sono sicuro, forseโ€ฆยป
Papร  sibila qualcosa.
ยซCosโ€™hai detto?ยป
ยซMostroโ€ฆยป
รˆ troppo: strappandomi dalla sua presa, mi lancio fuori dalla casa, spingendo a lato una vecchietta che intralciava la strada. Non fa niente, non tornerรฒ piรน. Metto in moto la macchina e sfreccio via, lasciandomi lโ€™edificio alle spalle.

Per quattro ore al giorno, esclusi gli straordinari, Filippo smarriva il senso del sรฉ fra le centinaia di telefonate in entrata al call center. La sua voce si confondeva con quella degli altri telefonisti, in una sinfonia polifonica eseguita da unโ€™orchestra di automi che sfogliavano il CRM dellโ€™azienda. Gli occhi spenti guizzavano da unโ€™informazione allโ€™altra, per raggiungere lโ€™obiettivo mensile di utenti aiutati con successo. Era sconsigliato insultare gli autori degli scherzi telefonici. Nei casi peggiori, a chiamare era qualche anziano che non aveva ben chiaro quali fossero i servizi offerti dallโ€™assistenza, ma a Filippo non sembrava che avesse mai chiamato qualcuno sul punto di suicidarsi.
ยซHa sbagliato numero, forse voleva chiamare quello per la prevenzione suicidiยป suggerรฌ. Sullโ€™intranet non cโ€™era un manuale da seguire in questi casi.
ยซNo, non era quello il mio intentoยป disse la voce monocorde dallโ€™altro capo del telefono, ยซQuelli sono addestrati a convincere la gente che la vita รจ degna di essere vissuta. Io volevo vedere se posso ritrovare la speranza in qualcuno che ha un lavoro triste come il suoยป.
Filippo rimase senza parole.
ยซPerchรฉ vuole uccidersi?ยป
In risposta gli giunse un sospiro.
ยซCi sono cosรฌ tanti motivi, che non saprei da quale partireโ€ฆยป
ยซLei ha famiglia?ยป
ยซSรฌยป.
ยซE ce la farebbe ad abbandonarla, a procurare tutto quel dolore?ยป
ยซPerchรฉ mi chiede questo? Crede che non ci abbia pensato? Che sia una decisione presa alla leggera?ยป
La voce biascicรฒ qualcosa, resa incomprensibile dallโ€™ira.
ยซSto pensando di uccidermi, cazzo!ยป scandรฌ infine.
ยซMi scusi se la offendo, ma le ricordo che io mi occupo di telefoni, non di depressiยป.
La voce per un poโ€™ scomparve, e Filippo si chiese se fosse andata a togliersi la vita. Chissร  che metodo intendeva usare. Fosse stato per sรฉ, avrebbe buttato giรน una dose eccessiva di sonniferi. In ogni caso, fissรฒ un limite di altri trenta secondi prima di attaccare se la voce non fosse tornata.
ยซNon le importa niente se io mi ammazzo o no, vero?ยป
ยซNo, non dica cosรฌโ€ฆยป disse Filippo. Altri otto secondi e avrebbe chiuso la chiamata.
ยซVuole liquidarmi?ยป
Filippo nemmeno accampรฒ una scusa, non gli andava di mentire; se quellโ€™uomo voleva aiuto, doveva cercarlo da chi di competenza, lui che ci poteva fare.
ยซCerchi di capire, ho un obiettivo di telefonate da raggiungere, sennรฒ mi decurtano lo stipendioยป disse Filippo, cercando di suscitare empatia.
ยซSi figuriยป.
La voce staccรฒ. Filippo controllรฒ la durata della chiamata: poco meno di cinque minuti. A quel ritmo non ce lโ€™avrebbe mai fatta a raggiungere lโ€™obiettivo di clienti soddisfatti. Si andรฒ a chiudere in bagno, portando con sรฉ il blocco note dove scriveva le bozze per il suo romanzo. Siccome il bordo gelido del gabinetto era sporco di piscio, rimase alzato e aprรฌ il quadernetto a una pagina a caso: era lโ€™esorcismo di Lele, il ragazzo che per qualche strano motivo motorio o psicologico non riusciva piรน a stare in piedi.

ยซAlzati e cammina!ยป lo esortรฒ lโ€™esorcista. Il ragazzo provรฒ con tutte le sue forze a mettersi sulle ginocchia, urlando ululando in preda al dolore, ma ricadde col volto sul pavimento gelido.
ยซAlzati e cammina!ยป ripetรฉ lโ€™esorcista, assestandogli un calcio sul fianco. Il ragazzo scoppiรฒ a piangere, mentre lโ€™esorcista gli sbraitava contro e lo prendeva a calci.
ยซAlzati, lurido verme! Se ami Dio, alzati!ยป

La sequenza progrediva con dettagli ancora piรน cruenti e Filippo sentiva giร  la tensione allentarsi, quando allโ€™improvviso, a piรจ di una pagina, trovรฒ un numero di telefono con sopra scritto: casa Coppola. Filippo rilesse piรน volte il numero e la frase, ancora incerto sul significato che dovesse attribuirgli. Strappรฒ la pagina, lโ€™appallottolรฒ e la gettรฒ nel water, guardandola depositarsi sul fondo. Poi, lasciandosi prendere dal panico, iniziรฒ a strappare tutte le pagine del quaderno.

La compagnia non รจ per nulla soddisfatta dal mio rendimento, ora che sono tre mesi di fila che non raggiungo un obiettivo. Oltre al solito taglio dello stipendio, sono stato costretto a sorbire la predica del pastore โ€“ lo psicologo aziendale โ€“ che mi metteva in guardia dallโ€™ira di Dio โ€“ il direttore โ€“ che potrebbe retrocedermi al ruolo di telefonista outbound. Mentre mi rifilava questo sermone, immaginavo di benedire con lโ€™acqua santa un crocifisso e ficcarglielo su per il culo.
Lโ€™esorcista รจ diventato un chiodo fisso, il mio primo pensiero al mattino e lโ€™ultimo prima di addormentarmi. Lโ€™inefficienza a lavoro รจ controbilanciata da una nuova esplosione di creativitร : il pomeriggio mi rintano in una libreria vicino casa e scrivo per ore, alleviando uno stress altrimenti insopportabile. Realtร  e presunta fantasia continuano a sovrapporsi e sono scoppiato a piangere piรน volte davanti a mia figlia. Per rassicurare Stefania, sto fingendo di andare da uno psicologo.
In questi giorni si รจ interessata al romanzo: fino ad ora aveva rispettato la mia esigenza di riservatezza, ma una specie di intuizione le ha fatto cambiare rotta. Continua a farmi pressione e non cedere รจ diventato molto difficile. Per quanto possibile, ho adottato nuove precauzioni, come modificare la password del portatile. Avevo valutato se nasconderlo, e forse avrei fatto bene, visto che quando torno dal lavoro la trovo seduta alla scrivania, la luce del computer proiettata in faccia.
ยซIl tuo libro รจ tutto qui, Filippo?ยป
Stefania gira il pc verso di me, come se avessi bisogno di leggere il documento Word per sapere di cosa parla.
ยซPensi che sia unโ€™opera di valore? Che valga la pena di essere letta?ยป
Non mi va di avvicinarmi, quindi aguzzo la vista e leggo che รจ arrivata all’esorcismo di Nicola, il ragazzo autistico.
ยซSono solo scene di violenza fine a se stessa. รˆ orribileยป.
Inutile dire che questo commento mi ferisce tanto in profonditร  quanto รจ superficiale.
ยซรˆ una critica alla societร  borgheseยป spiego, ยซAttacca il perbenismo e denuncia la rabbia che si cela dietroยป.
ยซMa ci sono modi e modi. E questo รจ un modo sbagliatoยป.
Stefania ha gli occhi umidi.
ยซQuello che lโ€™esorcista fa al malato di Alzheimerโ€ฆ Come puoi scrivere certe mostruositร  senza pensare a tuo padre? E quei poveri bambiniโ€ฆ Anche se fosse come dici tu, nessuno si spingerebbe a tantoยป.
Questa affermazione suona piรน come un interrogativo, che mai avrebbe pensato di porsi e improvviso le รจ balenato in mente. Vorrei darle rassicurazioni, ma mi limito a fissarla. Mia moglie rimane in attesa di una risposta che le sembra dovuta, forse non concepisce la possibilitร  del silenzio. Dobbiamo rimanere in questa situazione per un paio di minuti prima che inizi a indietreggiare, senza mai staccare gli occhi da me, e passo dopo passo esca dalla stanza, prima di correre a chiudersi in bagno.
La seguo con lo sguardo, che rimane inchiodato al vuoto quando lei scompare nel corridoio. Poi, in stato di trance, caccio il foglio spiegazzato che tenevo in tasca. Lo apro con cura, stando attento a non fare movimenti troppo bruschi che rischino di strapparlo. Lโ€™inchiostro รจ sbiadito a causa dellโ€™acqua, ma ancora si riesce a leggere. Digito il numero di casa Coppola e, come chi si punti una pistola con un solo colpo in canna, avvicino il telefono allโ€™orecchio.
Squilla.


Gianni Politi
Insostenibile รจ lo sguardo del padre I (2012)
oil on canvas, Courtesy CO2

Giuseppe Fontana รจ nato nel 2007 a Napoli, dove vive,ย ed รจ uno studente di filosofia alla Federico II. Un suo racconto รจ arrivato finalista al Premio Zeno 2025, mentre altri sono apparsi suย ยซIn fuga dalla bocciofilaยป,ย ยซSpaghetti Writersยป,ย ยซRismeยป, ยซMalgrado le moscheยป.


Gianni Politi (1986) vive e lavora a Roma. Utilizzando materiali classici e in linea con la tradizione pittorica italiana, la sua poetica ruota intorno a concetti quali vita, morte, memoria e rinascita. Tra i suoi progetti piรน recenti figurano le mostre personali: The Last Stand, Galleria Lorcan Oโ€™Neill, Roma (2025); Le cose non saranno mai piรน come prima (del potere anarchico dellโ€™amore), Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, Spoleto (2025); Le stelle per te, dentro, Triennale di Milano (2024); Sargentโ€™s Daughters, Los Angeles (2024); Public Service, Stoccolma (2023); Flip Project, Napoli (2022). Ha inoltre partecipato a mostre collettive presso il MACRO, Roma (2025); Sargentโ€™s Daughters, New York (2025); Studio SALES, Roma (2024); Palazzo Monti, Sesto al Reghena (2024); e il Chiostro del Bramante, Roma (2022). ึ Website: http://www.giannipoliti.com.



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