CORRISPONDENZE #1
di Valentina Presti Danisi
A un certo momento, Olga Katkova dice, anzi scrive questo: ยซLo sforzo di essere una persona. Mi piaceva andare a guardare le signore mentre prendevano il tรจ. Lโintera commedia che non erano consapevoli di mettere in scena; i guanti meravigliosi, la condiscendenza gentile nei confronti del cameriere, le buone maniere, il sorriso. Togliete loro tutto, tutto, tutto. Cosa resta? Era il mio esercizio. Se, tolto tutto, resta una persona, ecco, รจ lรฌ che si gioca la questione. (ร unโarringa pro domo.)ยป.
Vorrei allora togliere, se non tutto, delle cose, a partire dalla metafora della rosa, fin troppo semplice e troppo spiegata da Gallardo stessa: ยซLa rosa che nel vento si sfalda lascia volare i suoi petali in una luce bruciata. Pochi petali possiamo raccogliere da questa storia. Alcuni sono volati via, altri si sono persi, altri ancora si alterano nellโangolo di una memoriaยป.
Vorrei inoltre togliere โ dal piano del discorso โ la frammentazione e la spinta a una circolaritร volutamente incompiuta, lโelisione e lโallusione, ovvero il non detto e i rimandi interni: si legge che questo libro รจ una costellazione di storie, che si sfiorano a volte impercettibilmente, in un quadro in cui non tutto torna, e non deve tornare. Va bene, ma togliamolo adesso.
Infine, le immagini ardite e suggestive, quel tanto di brutalitร , quel tanto di liricitร (alcuni esempi: ยซLa stazione era vuota. Era estate e mattina presto. Un ragazzo placava la terra della banchina con un annaffiatoio. Le gocce disegnavano curve a forma di squame, e la banchina assomigliava sempre di piรน a un drago piatto, decapitatoยป; oppure ยซLe persone che accorrevano a fare il pieno di allegria si accorsero che lโanima si sgretolava in una buca, si arrampicava per uscire, cadeva in unโaltraยป; oppure ยซAlberi ovunque frondosi qui sono arbusti. Radici cercano in meandri, contorte. Se ciรฒ accade agli alberi, chissร cosa accadrร alle animeยป). Togliamo, togliamo, togliamo.
Cosa resta? ah quella cosa รจ la chiave. Per me, in questo libro la chiave รจ proprio il personaggio di Olga Katkova. Che arriva verso la fine, a trarre โ parzialmente โ le fila del discorso, come una trinitร di Parche del senso, piรน che della vita.
Rewind. Riavvolgiamo il nastro (il vento?), dโaltra parte il romanzo stesso โ La rosa nel vento della scrittrice argentina Sara Gallardo, tradotto da Sara Papini per gran vรญa edizioni โ รจ un gioco nel tempo e con il tempo: avanti e indietro, in piรน direzioni e avvitamenti.
Come ho letto questo libro: avanti e indietro, per l’appunto: lโho letto, poi lโho riletto, nello specifico i capitoli โAndreiโ e โLe carte di Olgaโ.
I personaggi di Andrei, Lina, Oo, Olaf, Eleonora, la loro perdizione si esprime attraverso un ostinato distacco dal mondo. Anche quando bramano qualcosa โ Lina, per esempio, brama Andrei, il quale brama(va) Eleonora, eccetera โ, la loro forza vitale ha un che di ottuso, ferale sรฌ, ma in sรฉ portatrice di un nucleo indissolvibile di autodistruzione. Sembrano muoversi alla cieca, attratti solo dalla propria ossessione, ma da essa fatalmente elusi.
Le loro passioni, la follia, lโefferatezza vengono cristallizzate da quella lama gelida che รจ la scrittura di Sara Gallardo. Cosรฌ ci protegge e salva dallโenfasi e dal melodramma, raffredda le sue creature, ce le allontana quanto basta perchรฉ si possa osservarne i moti inconsulti quasi entomologicamente.
E poi, Olga Katkova. Il cuore disarmato del racconto. Le carte di Olga โ perchรฉ Olga scrive โ che raccolgono i pezzi, senza incastrarli, senza la pretesa di rimettere in ordine un discorso, ma conservando la memoria, che รจ un altro nome dellโamore. Con lei, la testimone, ยซdiventiamo complici di piccole storieยป.
Ci viene inoltre e infine concesso il dono del sentimento.
ยซLe sto rifilando, amore mio โ sรฌ, รจ il mio amore, che cosa ci posso fare, mi dispiace โ, le rifilo la non veridicitร che chiamiamo ricordiยป, scrive nelle sue lettere ad Andrei, troppo piรน giovane e bello.
ยซLa veritร risiede nei ricordi interstiziali. Ascoltiยป. E il racconto di Olga, sconnesso, a pezzi, ma cosรฌ fervente e vivo, รจ tutto da ascoltare. Certo non da riassumere qui maldestramente. Teniamo solo un ultimo frammento, dove la tensione verso un abbraccio amoroso al mondo si schianta contro lโimplacabile solitudine, che non รจ solo di Olga, รจ di tutti (la chiave):
ยซLa notte vedo luce dietro le porte di queste persone che non mi dicono niente. In quei momenti mi sembrano vicine quanto io lo sono a me stessa. Non รจ che mi addolorino, ma quanto mi addolorano.
Dovrei forse pronunciare quella frase ripugnante, che mi ispirano amore? Non lo farรฒ.
E come devono ridere di me quando passo! (In effetti devo essere incredibilmente ridicola.) Ho venduto lo specchio anni faยป.
La rosa nel vento รจ il primo appuntamento di CORRISPONDENZE, una rubrica a cura di Valentina Presti Danisi.
In copertina: illustrazione di Andrea Calisi


Sara Gallardo (Buenos Aires, 1931-1988) ha esordito in letteratura nel 1958 con il romanzo Gennaio (Solferino, 2021), a cui sono seguiti Pantalones azules e I levrieri, i levrieri (gran vรญa, 2023), Eisejuaz e La rosa nel vento, oltre alla raccolta di racconti El paรญs del humo e a libri per lโinfanzia. Si รจ distinta anche come giornalista, collaborando con la rivista ยซConfirmadoยป e con il quotidiano ยซLa Naciรณnยป. La recente riscoperta di Sara Gallardo ha portato alla riedizione delle sue opere, alla compilazione di alcune antologie di testi tratti dalla sua produzione giornalistica e allโistituzione, nel 2021, di un premio letterario a lei dedicato.
Valentina Presti Danisi รจ una editor, collabora con diverse realtร editoriali, tiene corsi e laboratori di narrativa breve, editing, letteratura e scrittura umoristica. Per circa dieci anni รจ stata lโeditrice di Gorilla Sapiens Edizioni e attualmente cura il blog letterario Gorilla Sapiens Finzioni che ne prosegue in parte lโesperienza.
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