โโEra precisamente Terse quello appeso a testa in giรน nel fienile, in quella cosa che era stata un fienile si suppone e che adesso non poteva definirsi altrimenti che camera di tortura. Sapevamo che era Terse perchรฉ lo diceva lui, lo cantilenava, faceva Teeerseee, perchรฉ sei tristeee e poi proseguiva cambiando ritmo da martedรฌ son qui da cinque festeee e poi rideva Ahahahah. Cosรฌ di continuo, Terse era insomma impazzito a testa in giรน nel fienile.
Per il resto, di sangue ormai poco e secco, solo pelle e ossa e voce. Dellโaltro uomo, quello nellโangolo, nessuno sapeva nulla, perchรฉ lui invece non parlava. Forse non lo guardavamo affatto, al centro cโera Terse che dondolava, dondolava e cantilenava, cantilenava e dondolava.
Teeerseee, perchรฉ sei tristeee? Da martedรฌ son qui da cinque festeee. Ahahahah.
E non se ne cava niente. Come da un limone secco. Per quanto se ne possano intravedere delle potenzialitร โ potenzialitร narrative, si intende โ non sappiamo altro, specialmente non sappiamo tirare la corda โ non dire corda nella storia di un appeso โ da pensare elastica โ non sappiamo tirare una corda elastica che allunghi le potenzialitร del sogno, narrative, si intende.
Va da sรฉ che non bisogna scrivere racconti, e men che meno trarli dai sogni. [Flashback a illustrazione e monito]: il sogno era piรน articolato, giร narrativo se vogliamo โ vogliamo? โ punto di vista di un ragazzino โ ambientazione rurale, montana โ sappiamo che qualche peste ha preso molti degli abitanti del luogo โ qualcosa di sovrannaturale e mistico โ si aggira โ una forza, un essere โ femminile โ pensiamo una sorta di madonna pagana e vendicativa โ la figura del padre, insieme al ragazzo devono scendere in paese per una via tutta scalcinata, raggiungere un grosso edificio โ grosso e basso โ dove qualcosa di decisivo deve accadere โ lungo la strada molto nitido il gesto del ragazzo di smuovere dei sassolini che tiene in tasca โ lo sguardo รจ fisso sui piedi โ scarpe impolverate โ e la strada molto polverosa โ allโarrivo rapidamente si trovano allโinterno dellโedificio โ un municipio forse o una vecchia scuola โ corridoio โ panca โ un morto seduto โ un loro parente, zio โ lโentitร , lo sanno, lโessere sovrumano pagano religioso femminile รจ vicina โ si barricano dentro una stanza โ attesa โ ella appare in un lampo di luce, rivelatore. E la noia, la noia di scrivere e mettere tutto a puntino. Il sogno finisce qualche tempo dopo in una giornata azzurra e tersa.
Terse comunque stava appeso a testa in giรน in un fienile o granaio. Stava appeso per i piedi, per un piede solo? Nel tempo lโimmagine si รจ sovrimpressa a quella dellโimpiccato dei tarocchi. Quindi un piede solo, e lโaltra gamba piegata a formare come un quattro capovolto. Questo perรฒ potrebbe essere accaduto dopo, in un altro flashback.
Il racconto, se cosรฌ si puรฒ chiamare, constava di tre sezioni non comunicanti. Tre arcani: lโAppeso, che leggemmo come Distacco. La Forza, che chiamammo Dolcezza. Terza e ultima LโImperatrice, che pronunciammo Dominio. Un racconto dai tarocchi, vecchia scuola, quasi quanto i sogni. Ciascuna sezione constava di una prima parte scritta per cut-up e una seconda no.
[Enigmisticamente, soluzioni nellโultima pagina].
~ Distacco o LโAppeso ~
La separazione neurosensoriale รจ indolore. Uno strato fondamentale per lโinnesco ha partenza dal suo letto la progressiva morte delle cellule. Dal campo visivo scure โ o una scure โ e irregolari maculae dopo appena quarantotto ore trascinano il vaso sanguigno intessuto โ รจ una cortina โ e ancora una volta una perdita. Lโoffuscamento si solleva, con improvviso aumento. Le ultime fotopsie segnalano a intermittenza la riuscita dellโoperazione parallela. Con sussulti โ รจ indolore โ si completa la rimozione dalla superficie vitrea ergo la rimozione intramuscolare dal tessuto cardiaco.
[cut-up da definizione di: D-i-s-t-a-c-c-o-d-e-l-l-a-R-e-t-i-n-a].
Ci piacevano alcune parole che abbiamo riposto sul tavolo operatorio. Ci piaceva la parola โmartellareโ. Ci piaceva la parola โrimozioneโ. Ci piaceva la parola โassuefazioneโ. Ci piaceva la parola โdisarticolareโ.
Ci piace la parola โdisciogliereโ.
~ Dolcezza o La Forza ~
ร una combinazione disordinata e solida. Altezze di cristalli che si attraggono. Una resistenza meccanica piรน lucente dello zinco. Azioni mutue in distribuzione atomica casuale. Dellโuna e dellโaltra specie si attraggono. La solubilitร accade nel caso limite. Singolo punto di fusione, lo stesso in cui sono estremamente piรน desiderabili, attraversano un composto chimico usato nelle strutture e quindi nascono.
[cut-up da definizione di: L-e-g-a-M-e-t-a-l-l-i-c-a].
Completa lโoperazione lโuso delle parole โamichevoleโ, โmentireโ, โcontattoโ, โpรจrdonoโ e โperdรณnoโ.
~ Dominio o LโImperatrice ~
[da definizione di: S-c-i-o-g-l-i-m-e-n-t-o-d-e-i-G-h-i-a-c-c-i-a-i]
[e da: Regina delle Nevi].
ยซNon hai paura di disperderti se rinunci ai tuoi terrori?ยป
Ecco un tagliaecuci, piรน il resto โ tenga il resto. Altro aborto, e pure un altro appeso. Oppure Terse. Letteratura degli Aborti. Un progetto su cui rimuginare โ incapacitร di scriverne un manifesto โ odio per i manifesti โ chi non sa scrivere, scrive manifesti, anche chi non sa scrivere manifesti. Questo era il pensiero: un progetto collettivo in cui ogni partecipante mettesse โ donasse โ un suo rifiuto โ testo/resto โ un non-nato, perso, gettato, un coitus interruptus, un non compiuto, cestinato, un aborto letterario. Mezzi racconti, incipit di nulla, bozze โ nevi โ perenni, o progetti arenati, lasciati appesi, idee senza fatti, da infiocchettare con un bel manifesto โ ode alla materia espunta, costantemente prodotta fallendo nel darle una forma. Ci sarebbe stato da forzare ogni senso del pudore, i materiali dovevano essere crudi, candidi, imbarazzanti, deformi informi. Doveva esserci tutta la provvisorietร e lโinadattabilitร e, sopra ogni cosa, la fragilitร . Sarebbero stati raccolti e amati come si ama un figlio, no, la merda di un figlio. Questo avrebbe potuto essere lโinfiocchettamento. Letteratura degli Aborti, una collettanea โ esposizione brutale-tenera.
Ma sono rimasta sola. Mi chiedevo cosa farne di Terse, pezzo monco, senza corda elastica da tendere, senza saperne nulla, intuendo solo che โfesteโ era una unitร di misura del tempo, ma di quanto tempo? Da martedรฌ son qui da cinque feste, sono cinque giorni, settimane o anni? E se una festa corrispondesse, mettiamo, a diciassette ore, o tre giorni e un quarto, da quale martedรฌ ha iniziato a contare Terse? Senza saperne nulla, se non che รจ triste, e per giunta pazzo. Buttare allora tutto sul tavolo โ operatorio. Lasciare andare. Consegnar-e/si.
Giacchรฉ io non so amare il mistero ma sono sempre ben disposta a chiudere un segreto dentro uno dei miei cuori.

Thomas Berra, Inciampare nel verde, 2025
crayon on paper, 70×50 cm, courtesy of the artist
Di Valentina Presti Danisi su L’Appeso:
Valentina Presti Danisi รจ una editor, collabora con diverse realtร editoriali, tiene corsi e laboratori di narrativa breve, editing, letteratura e scrittura umoristica. Per circa dieci anni รจ stata lโeditrice di Gorilla Sapiens Edizioni e attualmente cura il blog letterario Gorilla Sapiens Finzioni che ne prosegue in parte lโesperienza.
Thomas Berraย (1986) vive e lavora nel Cosmo (Cosmo). Thomas lavora con la pittura a partire dalla tecnica tradizionale del dipinto su carta o su tela, in formati grandi e piccoli, per poi espandere la propria pratica su supporti differenti. Realizza opere dal carattere onirico e immersivo, in cui il mondo vegetale diventa lo scenario di paesaggi mistici, animati da soggetti che sembrano provenire da un universo fiabesco e incantato, in cui lโuomo รจ tuttโuno con la natura. Si costruisce cosรฌ un immaginario personale e intimo, sospeso nel tempo, che invita alla riflessione. La capacitร di Berra di confrontarsi con lo spazio e di creare installazioni a tutto tondo รจ al centro dei suoi progetti piรน recenti. Tra le ultime mostre:ย Comโera luminosa la luna e blu tutta la valle, Casa del Mantegna e Antica Edicola dei Giornali, Mantova; Mi guarisce la notte, UNA Galleria, Piacenza; Angels โ Cinquantโanni di storie del Pastificio Cerere, a cura di Marcello Smarrelli, Pastificio Cerere, Roma (collettiva);ย Cremona Contemporanea | Art Week 2024ย (collettiva);ย Pittura Italiana oggi, a cura di Damiano Gulli, Triennale Milano (collettiva);ย In quel camminare dove i piedi ti portano, a cura di Elisabetta Barisoni, Caโ Pesaro, Venezia.
Vuoi sostenere L’Appeso?

Rispondi