di Mario Greco
โโUltimamente, al professore lacrimano sempre gli occhi. Leggere รจ diventata unโattivitร troppo faticosa per lui. Ogni due o tre righi deve fermarsi, deve strofinarsi gli occhi e aspettare che il bruciore si plachi. ยซIl burbero e severo professore si sta sciogliendo come un ghiaccioloยป cosรฌ dice a sรฉ stesso, guardandosi nello specchio.
Da quando รจ morta sua moglie, vive da solo, circondato dai libri. Migliaia e migliaia accatastati lungo le pareti, nel sottoscala, sui tavoli e sui comodini.
Maria, la donna che fa le pulizie e che mette in ordine la casa e gli prepara il pranzo, arriva alle nove in punto. Alle nove in punto lui รจ nel bagno a combattere con i suoi bisogni corporali, con le sue decrepite viscere. ยซTutto a posto, professore?ยป chiede Maria. Il tono della sua voce รจ alto, squillante. Vuole che lui la senta, si vuole accertare che sia ancora vivo. Lui, per dimostrarle che sรฌ, รจ ancora vivo, tira lo sciacquone, anche se non ha completato di fare del tutto i suoi bisogni.
Ogni tanto, esce sul terrazzo per prendere un poโ di aria, ma la luce del sole e la stessa aria gli fanno lacrimare ancora di piรน gli occhi. Quando rientra in casa, ha come uno sbandamento. Ci vuole, ogni volta, un bel poโ di tempo per riprendersi. Deve sedersi sul divano e socchiudere gli occhi. Quando sta cosรฌ, con gli occhi socchiusi, immancabilmente squilla il telefono. Non risponde subito, ma sa che deve farlo, perchรฉ รจ quasi sempre sua figlia che lo chiama, e se lui non risponde, lei รจ capace di mettersi in macchina e di precipitarsi fin lรฌ. ร diventato molto docile con lei, e anche lei con lui. ร piรน o meno da una decina dโanni che hanno smesso di ferirsi e di guardarsi in cagnesco. Il professore deve guardare le foto per ricordarsi di come era lei da piccola. Lo fa spesso, adesso. Le tiene in mano, quelle foto, e le osserva con estrema attenzione. Cerca di carpirne ogni minimo dettaglio, di ricordarsi dovโera lui nel preciso momento dello scatto.
Di sera, riesce appena a leggere un paio di pagine. Le lacrime sono piรน copiose a quellโora. ยซNon sto piangendoยป si appresta a dire, come se lรฌ, di fronte a lui, ci fosse qualcuno che stesse supponendo il contrario.

Gianni Politi, Piangoforeverperteamore, 2024
oil and acrylic on canvas, courtesy Galleria Lorcan O’Neill
Mario Greco รจ nato nel 1959, a SantโArsenio, dove tuttora risiede. Nel 2011 ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del Premio Chiara per una raccolta di racconti inediti. Nel 2016 un suo racconto รจ stato pubblicato nellโantologia Dieci racconti per Piero Chiara, edita da Macchione editore. Altri racconti sono stati pubblicati sulle riviste Tuffi, Carie, Grado Zero, Pastrengo, Rivista Blam, il Mondo o Niente, In fuga dalla bocciofila, Formicaleone, Smezziamo, Quaerere, Birรฒ, Grande Kalma, Blogorilla Sapiens, Offline.
Gianni Politi (1986) vive e lavora a Roma. Utilizzando materiali classici e in linea con la tradizione pittorica italiana, la sua poetica ruota intorno a concetti quali vita, morte, memoria e rinascita. Tra i suoi progetti piรน recenti figurano le mostre personali: The Last Stand, Galleria Lorcan OโNeill, Roma (2025); Le cose non saranno mai piรน come prima (del potere anarchico dellโamore), Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, Spoleto (2025); Le stelle per te, dentro, Triennale di Milano (2024); Sargentโs Daughters, Los Angeles (2024); Public Service, Stoccolma (2023); Flip Project, Napoli (2022). Ha inoltre partecipato a mostre collettive presso il MACRO, Roma (2025); Sargentโs Daughters, New York (2025); Studio SALES, Roma (2024); Palazzo Monti, Sesto al Reghena (2024); e il Chiostro del Bramante, Roma (2022). ึ Website: http://www.giannipoliti.com
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