Disegnavo

โ€ƒโ€ƒPioveva. Era ferma davanti al finestrone, in salotto. Fissava le gocce che scendevano lungo il vetro opaco. Giรน. Giรน.
โ€“ Disegnavo, una volta.
Lui non la sentรฌ. Stava seduto sul divano, al telefono. Le rispose con una specie di mugugno.
โ€“ Disegnavo, una volta.
Ora non lo stava piรน dicendo a lui.
โ€“ Disegnavo, una volta. Mi piaceva. Anche se allora non lo sapevo. Lo facevo e basta. Disegnavo e basta. Non ci pensavo piรน di tanto. Lo facevo nei momenti morti, quando mi annoiavo. Ma mi piaceva. Ora lo so. Non erano momenti morti. Non mi annoiavo. Non mi annoiavo per davvero. Lo credevo soltanto. Credevo che fosse quella, la noia.
Le apparve sul volto qualcosa che ricordava un sorriso. Lรฌ, di fronte a quel vetro che non le rimandava alcun riflesso.
โ€“ Disegnavo di tutto. La prima cosa che mi passava per la testa. Quando non mi passava nulla per la testa, cominciavo con una linea. Cosรฌ, come veniva e veniva. E allora da lรฌ diventava uno scarabocchio oppure un solido impossibile, dalla forma strana. Oppure diventava un volto. Un profilo. Un mento. Anzi, no, prima ancora uno zigomo. Sรฌ, spesso bastava una curva, una leggera curvetta, e subito ci vedevo uno zigomo. Allora tiravo giรน, fino al mento. La mandibola. Lโ€™orecchio. Finivo la testa. Senza capelli. Facevo un sacco di pelati.
Rise, persino. Una mezza risatina. Per un momento. Quasi non se ne accorse.
โ€“ Poi ho smesso. Ho smesso di disegnare. Non mi ricordo quando. Non me lo ricordo proprio. Deve essere stato un giorno, cosรฌ. Ha smesso di passarmi per la testa. In uno di quei momenti. Non ci avrรฒ piรน pensato e basta. Credo. Non mi sarร  capitata piรน una matita, una penna, tra le mani. Non lo so. Prima ce lโ€™avevo di continuo. Perchรฉ?
Si zittรฌ. Di colpo. Rimase solo il rumore della pioggia, fuori. Sui vetri. Le gocce cadevano in ogni direzione. Ma sempre giรน. Andavano sempre giรน.


Gianni Politi, La storia che sto scrivendo inizia con una domanda, 2021, oil and acrylic on canvas, courtesy Galleria Lorcan O’Neill


Leonardo Castoro รจ nato a Terlizzi nel 2001. Ha conseguito una laurea triennale in Lettere e una magistrale in Filologia moderna presso lโ€™Universitร  โ€œAldo Moroโ€ di Bari. Ha pubblicato il romanzo Il secondo regno (Transeuropa, 2025) e alcuni racconti su Malgrado le mosche, Scomoda, Crunched e Smezziamo.


Gianni Politi (1986) vive e lavora a Roma. Utilizzando materiali classici e in linea con la tradizione pittorica italiana, la sua poetica ruota intorno a concetti quali vita, morte, memoria e rinascita. Tra i suoi progetti piรน recenti figurano le mostre personali: The Last Stand, Galleria Lorcan Oโ€™Neill, Roma (2025); Le cose non saranno mai piรน come prima (del potere anarchico dellโ€™amore), Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, Spoleto (2025); Le stelle per te, dentro, Triennale di Milano (2024); Sargentโ€™s Daughters, Los Angeles (2024); Public Service, Stoccolma (2023); Flip Project, Napoli (2022). Ha inoltre partecipato a mostre collettive presso il MACRO, Roma (2025); Sargentโ€™s Daughters, New York (2025); Studio SALES, Roma (2024); Palazzo Monti, Sesto al Reghena (2024); e il Chiostro del Bramante, Roma (2022). ึ Website: http://www.giannipoliti.com



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