Antinoo

โ€ƒโ€ƒIl fiume mi ha accolto. Sono caduto senza fare rumore, le spalle alla vela.
I nodi dei capelli sciolti, il cuore calmo, ho fissato lโ€™ultima immagine impressa sugli occhi: il suo sorriso, il calice vuoto, le dita poggiate sulla fronte. Poi, nel buio del fondale, tutto รจ scomparso con me.

Le onde hanno spinto il mio fiato sulla sponda, dove una capra si abbevera e una fanciulla lava i suoi panni lisi. Lโ€™imperatore tende lโ€™orecchio, ascolta. Hanno portato via il mio corpo allโ€™alba, ma รจ lรฌ, nel fiume, tra il greto e il fondale, che lui ancora mi cerca.

Danzavano gli uomini e le donne sulla barca, le labbra lucide di vino, la pelle dโ€™avorio sotto le tuniche leggere. A poppa, io pregavo che la mia morte si trasformasse in dono, che la giovinezza, il vigore, la salute del mio corpo migrassero verso il suo. Rifiorirai, dicevo; gli anni non appassiranno le tue membra nรฉ la tua mente.
Il salto lโ€™ho fatto con quella supplica stretta in bocca come un obolo dโ€™oro.

Ora la mia anima รจ sospesa; guarda dallโ€™alto la barca in secca, le palme che tracciano il confine col deserto, le tombe degli dei locali.
Cacciati gli amici, l’imperatore piange in silenzio, inconsapevole del bene che lo attende. Dovrebbe alzare gli occhi, e lรฌ dove brilla un residuo di stelle, vedrebbe il tempo che abbiamo fermato piรน di una volta con le nostre promesse.

Lo ricordo, cinto di raggi, seguirmi attraverso i campi nel cuore della notte, e cantando sulle note della mia lira, porgermi le sue speranze dโ€™uomo, perchรฉ le custodissi. Mentre la luce della luna si piegava a reggere le colonne dei templi, noi ci raccontavamo dei viaggi mai fatti, della sua terra e della mia, della terra degli dei.

ยซLร , fra Andromeda e Cassiopeaยป, favoleggiava, ยซlร  ci ritroveremo dopo la vitaยป.
Io giร  salgo e sento il calore del firmamento; lui si immerge, risale, trattiene il fiato guardandosi intorno.
Un uomo lo trascina fuori dallโ€™acqua, una donna gli asciuga il viso e gli strizza le vesti bagnate, un bambino lo aiuta a calzare sandali nuovi. Deve tornare eretto, deve camminare solo, il mio imperatore, e non voltarsi piรน indietro.

ยซDove sei?ยป grida.
Io non rispondo: lโ€™abbraccio dellโ€™universo mi fa muto.
Sento, perรฒ, ogni sua parola, ogni passo, il tendersi della sua pelle esposta al vento.
ยซSono piรน vecchio oggi di ieri, piรน stanco, piรน stoltoยป, sussurra. ยซSe il tuo sacrificio fosse stato di accompagnarmi ogni giorno fino al principio del giorno successivo, avrei forse potuto essere immortaleยป.


Michela Milani, Infinito, 2024,
PMMA pigmentato e ferro, 40 ร— 60 cm,
serie FRAME. ยฉ Michela Milani.


Flavia Catena, siciliana, si รจ laureata in Editoria e Giornalismo alla Sapienza di Roma, per poi specializzarsi in fotografia di reportage a Milano. Per nove anni a Oxford, adesso vive a Londra dove lavora come fotografa professionista. Quando non scatta, scrive e fa la volontaria in alcuni musei della cittร . Ha pubblicato racconti su antologie e riviste come ยซLunarioยป, ยซSpaghetti Writersยป, ยซLโ€™Appesoยป, ยซPastrengoยป. Una sua storia รจ parte dellโ€™antologia 24 ore edita da Romanzi.it. La sua prima raccolta di racconti, Il coraggio di Bradamante e altre storie, รจ stata pubblicata da Edizioni Kalรณs nellโ€™autunno 2024.


Michela Milani (Lecco, 1978), laureata a pieni voti al Politecnico di Milano in Disegno Industriale, ha partecipato alla mostra collettiva di โ€œPadiglione Italiaโ€ alla Milano Design Week ed รจ stata selezionata tra i finalisti al premio Bonatto Minella con il progetto fotografico Oltre il corpo lโ€™anima. Designer di formazione, dopo qualche anno consegue il diploma di specializzazione in arteterapia e torna a confrontarsi con il mondo artistico. Vincitrice nel 2026 della Targa Ri-Generazioni Banco BPM, la sua ricerca indaga la trasformazione della materia, sviluppando un linguaggio in cui ciรฒ che devia non viene corretto ma riattivato come condizione generativa. Nel progetto Frame, la cornice non delimita soltanto lโ€™opera, ma attiva il rapporto tra materia, vuoto e immagine. Michela Milani dipinge con il polimetilmetacrilato (PMMA) a partire dal suo stato liquido, trasformando una materia industriale in materia pittorica. Attraverso colature, stratificazioni e inclusioni, costruisce campi pittorici in cui lโ€™immagine prende forma nellโ€™incontro tra intenzione e comportamento della materia. Supporto e immagine coincidono: lโ€™opera si genera nel tempo della materia. ึ Website: http://www.michelamilani.com


Di Flavia Catena su L’Appeso


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