Autentico sfiata il dubbio
Se tal fattura vertebrata
Sia mai stata
Se dedicata al morire
Sia al mondo ogni venuta.
E certa non รจ anche questa voce
Che stridula nel petto
Annuncia sassi
Scagliati in nome di non si sa
Che guerra.
Di questo passo
Non so nemmeno se
Mi darai un nome
Se la sete
Colmerai con le tue mani.
***
Forse il congedo
Partirร dagli occhi
Ultima lama ferale
Al petto intrusa
Notte che si abbevera
Ai breviari abbandonati
Su ciottoli notturni
Ombre ricalcate
Di chi riluce nel crepuscolo.
Forse a saltare
Sarร la venuta al mondo
Delle idee, degli abissi
Intrecciati a stelle
Dispettose a farsi beffe
Di ogni vivere e morire.
Forse lโovale
Non reggerร piรน il viso
E a restare sarร solo
Una presa in contropiede
Nella foce discrepante
Dove a roteare si ostina soltanto
Questo cumulo di nervi.
***
Allโombra di ogni alba
Tramonterร il ristoro
Che ti รจ toccato
Per difetto,
E ancora ombre si allungano
Sui declivi dellโarmonia
Le spemi a rimpiazzare,
Ai margini di nuove morti
In fasce, dove lโuggia
Ci troverร da tempo pronti
A seppellire la salvezza.
***
Arriva, sfiatato
Il dono
Lโenigma
Dichiarato conveniente
Mentre niente davvero
Anticipa un possibile
Avallare dottrine sazie, la
Terra a farci da utero e placenta.
E cado
E duole il mare
Che mi accoglie
Nelle convalescenze impossibili
E prive
Di concime a nutrimento
Di chimere
Di morti che possano
Dirsi premature.
***
Hai scavato la notte
Nera come pece
Lโossario nel singulto
Dellโaurora.
Tieni stretto ogni dolore da
Offrire come obolo
La bandiera a solletico
Dei mari.
Statico il timone tieni
E ti รจ amica la partenza.
La lunga illusione del cammino.
***
Celere
Assente
Nella puszta madida
Effluvia il panico
Si annienta lโattimo
Il guardare a oltranza
La parola magica
Che affonda gelida
โโโโโโestate
***
Arretra alla svelta
Il mondo
E piange, muta
La parola.
ร lโalba
Annacquata di tramonto.
Lโinverno che protrude
Ogni stagione.
Il dado parla
Un orizzonte
Tramortito da
Occasi di speranza
Un cielo mezzanino
In cui tuona e folgora
Lโeterno.
Appesa alla notte
La lingua che
Ti dimora
La terra che ci รจ
Utero e placenta
Che ci partorisce finalmente
Nel morire.
***
La lama affina
I ricordi
A bellโagio
Smessi
Smonta un alibi
La sera
In cui ho smarrito la memoria.
Non bevo piรน
Le storielle
Le punte amare delle
Carte ingiallite nei cassetti
Se bussi non aspettarti
Che unโeco vana
Non un vago sentore
Di ciรฒ che fu il tuo nome.
***
Si affaccia al
Davanzale del tempo
Un ritratto di
Incerta memoria
Una fontana perplessa
Di marmoreo stallo.
Se cade
Voluttร di assioma
Se pende dalle
Labbra piรน che spente.
Oggi sibila un vento adulto
Sfrondato;
Il rammarico sotto
Mentite spoglie.
***
Solo, ti
Abbeveri alla
Parola che
Smagra al mattino,
Innocenze introvabili
Coronano il cielo se
Salti per funzioni dโonda
Senza sete.
Ambisci
Tuttโorecchi a
Un richiamo stellato
A un sonno sghembo e
Mai stanco,
Foschia di vita
Difficile a bere se
Lโeterno ci minaccia.
***
Cโรจ una lingua
Di terra
Nel mare
Si tende
Ci attende
Sommessa
Sottende
Del sale
La lingua
Universale.
La raccolta di poesie Di morti e di chimere รจ apparsa in anteprima il 3 marzo 2025 su L’Appeso Numero 6.
I componimenti VI, VII, VIII, IX, X, XI sono inediti online e su carta.

Monica Savoia (Palmi, 1975), poeta, traduttrice ed editor italo-ungherese, laureata in Lingue alla Sapienza. Ha pubblicato le sillogi poetiche Disforiche linearitร (Montedit 2002), Ultimo mare (Arduino Sacco Editore 2012), Quadretti cretesi (Kinetรจs 2023), Premio Antica Pyrgos 2022, e Opere e omissioni (La Rosa 2024). Due suoi scritti in prosa hanno ricevuto Menzione dโonore e Segnalazione alle edizioni XXXIV e XXXV del Premio Lorenzo Montano (2020 e 2021). ร presente sui blog Poesia Ultracontemporanea, LโAltrove, Poeti Oggi, nellโAgenda poetica 2019 (LietoColle), nellโantologia Racconti nella Rete 2024 (Castelvecchi), nellโambito del festival LuccAutori e in varie antologie poetiche. Ha tradotto, fra gli altri, poesie e prose di Dezsล Kosztolรกnyi, Lลrinc Szabรณ, Sรกndor Weลres, Gyรถrgy Somlyรณ, Krisztina Tรณth.
Alessandra Comaroli รจ originaria della provincia di Brescia, classe 1973, architetto di professione. Lโarte e la poesia la appassionano da sempre. Il collage analogico รจ diventato la sua “striscia di prato al soleโ.
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