RETROSCENA #1
a cura di Eliana Rotella
estratto da Edera
di Giulia Trivero
testo finalista della 56แต edizione del Premio Riccione โPier Vittorio Tondelliโ
testo segnalato al Premio Hystrio-Scritture di Scena 2021
Edera ruota attorno a un fatto di cronaca: il suicidio di una giovane ragazza, Arifa Malik, che, una fredda mattina di settembre, si schianta ai 100 km/h con la vecchia panda grigia di famiglia. Il corpo di Arifa non viene mai ritrovato. Sono le voci di chi la ha conosciuta, o crede di averla conosciuta, a ricostruire la vicenda: il poliziotto che ha assistito allo schianto durante la ronda mattutina, la vicina buonista, ำ compagnำ di classe, la famiglia, il fidanzato. Tra le grida di chi si appropria della storia di Arifa (in piazza Pincopanco e Pancopinco imbracciano il megafono per renderla simbolo della propria lotta), lettere minatorie, stanze dโospedale che nascondono segreti, ai margini dellโindagine sulle ragioni che hanno portato la giovane a scegliere di scomparire, si distingue il racconto di Arianna, una giovane donna bloccata in un rapporto faticoso con una madre incapace di vederla per come รจ realmente. La sua vita si intreccia per una notte con quella di Arifa, cambiando per sempre il destino di entrambe. Lโincontro tra queste due donne, cosรฌ simili e cosรฌ diverse, รจ sul campo di battaglia in cui tutte e due si trovano a combattere: quello in cui si lotta contro la negazione della libertร di scegliere la propria storia, insieme personale e politica.
Ma dimmi, per Zeus: tu, Socrate, sei convinto che
questo racconto sia vero?
Platone, Fedro
Siamo fragili
Se tutti ci toccano
Siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire
Cose che non si possono dire
Insieme siamo lโinizio e la fine
Arisa e Club Dogo, Fragili
ARIFA
Lโedera comune รจ una pianta rampicante sempreverde che appartiene alla famiglia delle Arialaceae. Ha caratteristiche foglie a tre o cinque lobi di colore verde, chiaro e scuro. I suoi frutti sono piccole bacche riunite in formazioni sferiche che, durante lโinverno, fungono da nutrimento per gli uccelli. In sottofondo il suono di una sirena.
Cinque anni prima.
In sottofondo, il suono di una sirena.
GIORNALISTA
Si chiudono oggi le ricerche del corpo di Arifa Malik. Un caso che sta tenendo occupate le principali testate giornalistiche da giorni.
Zap
Non รจ facile dimenticare le strazianti grida della madre alla notizia della scomparsa della ragazza che รจ stata vista per lโultima volta salire in macchina la sera di giovedรฌ dieci novembre. Una macchina di cui poi, parrebbe, la ragazza ha perso il controllo.
Zap
Le istituzioni si sono dichiarate affrante, mentre si fa strada lโipotesi di atto volontario.
Zap
Il corpo di Arifa Malik, originaria del Marocco, diciotto anni appena compiuti, risulta scomparso
Zap
ร morta, la ragazza, รจ morta, da sola, in auto. Si รจ schiantata ai 100 allโora. ร morta, la ragazza, i suoi capelli fluttuano ancora in qualche corso dโacqua, il suo corpo esile giace, poggiato sulla sabbia. O almeno, quello che ne rimane. Ma chi era davvero Arifa Malik? Suicidio? O omicidio ben insabbiato? Cosa si nasconde dietro a questa storia?
Zap
La piangono i suoi fratelli piรน piccoli, la cui vita, dopo oggi, non sarร mai piรน la stessa.
Zap
โDopo giorni e notti di ricerche senza pause, non รจ stato possibile ritrovare il corpoโ affermano i sommozzatori
Zap
alla deriva le speranze di familiari e amici che fino a ieri venivano cullati dalla
Zap
Passiamo ora alla politica: il governo afferma di voler implementare gli investimenti nellโimportante operazione/
IL POLIZIOTTO
Faceva un freddo assurdo quella mattina. Come sempre da quando ho la barba, mi ero svegliato alle 5. Corsetta, flessioni, una doccia. Alle 6.30 mia moglie mi ha giร preparato il caffรจ e il pane con burro e zucchero, come lo faceva mia madre. Santa donna. Un bacio ai bambini, e vado in centrale. Quel giorno arrivo, e il mio collega รจ malato. Si era preso tipo la salmonella, o qualcosa del genere. Cosรฌ, mi mandano di pattuglia da solo. E io un poโ penso: che rottura di coglioni. Ma รจ lavoro, no? Ho scelto di servire lo Stato, e mica tutti i giorni puรฒ essere come in R.I.S.
Ride
Non รจ quasi mai come in R.I.S. Immagina una vecchietta che ti chiama perchรฉ รจ stata truffata da due tipi che hanno fatto finta di essere dei poliziotti. Quella poi quando arrivate a casa sua manco vi vuole far entrare, e voi a convincerla che no, siete il poliziotto vero, e a mostrarle il distintivo, che tanto prima che vi apra ci vogliono venti minuti buoni. Ecco, con R.I.S non cโentra niente. Quando va bene certo, becchiamo qualche spacciatore. Quei ragazzini se ne stanno sulle panchine al parco e manco lo sanno che ce lโhanno in faccia stampato che hanno la roba in tasca. Quando li arresto e vedo la paura nei loro occhi capisco che il mio lavoro ha un senso. Perchรฉ sicuro che in quel momento quei ragazzini cโhanno una paura dโinferno, no? e questo gli fa capire che cโรจ un giusto e uno sbagliato. O no? A mi tocca andarci pesante, ma solo se devo. Un bello schiaffo รจ educativo se viene da un padre, quelli si vede che manco sanno chi รจ il padre, e io di certo non voglio saperne niente, che di figli giร ne ho due, e mi basta e avanza. In caserma perรฒ si diceva sempreโฆ
Tossisce
fatto sta che io sono cristiano, e secondo me non ha senso darle cosรฌ a caso, neanche a quelli come loro. Certo, poi li porto in centrale, io torno di pattuglia e meno ne so meglio รจโฆ sono cristiano ma non sono fesso. Che stavo dicendo? Sรฌ, quel giorno mi mandano di pattuglia da solo. Salgo in macchina che sto morendo di sonno, accendo la radio, mangio una barretta dietetica, una di quelle cose terribili che piacciono tanto a mia moglie, e parto. Due giri del quartiereโฆ poi quello non รจ un quartiere a posto, pieno di stranieri, di delinquenti, non cโรจ da stupirsiโฆ e allโimprovviso vedo un sacco
di persone sul ponte, che stanno lรฌ, ammassate, filmano coi cellulari. Assembramento non autorizzato. Attacco le sirene, fermo la macchina. E quelli manco mi guardano. Tutti a filmare. Un pezzo di carreggiata sfracellata e sotto il fiume. E poi io dico, ma cosa ti filmi, che non si vede niente?
LA VICINA BUONISTA
Era lโauto dei Malik. Ho visto tutto e ci posso mettere la mano sul fuoco che era lโauto dei Malik. Si sono trasferiti nellโappartamento accanto al mio una decina di anni fa e hanno sempre parcheggiato lโauto dove la parcheggiava prima la signora Rosa. Rosa รจ la mia vicina. Aveva una bellissima fiat 128, un poโ retrรฒ, come piace a me, rossa. Poi le รจ venuta la cataratta, le hanno tolto la patente, e si sa come sono queste coseโฆ lโauto se lโรจ presa il figlio e la viene a trovare una volta a settimana, la porta a fare il giro al cimitero e poi chi sโรจ visto sโรจ visto. Ah sรฌ, scusi, mi aveva chiesto della ragazza. I genitori sono arrivati con dei valigioni, Karima e Mhuammed Malik… e dietro i figli, tre, quattroโฆ poi รจ nato il piccino e ora sono cinque, cinque in tutto. Erano. Scusi. La gente ha iniziato a lamentarsi alla prima riunione di condominio, e sulle scale si scambiavano sempre di quelle occhiatacce. Ma io dico, sono esseri umani anche loro. Ci vuole integrazione. Ci vogliono tolleranza e rispetto, questo dico io. E invece i condรฒmini giรน a dirne di tutti i colori, a dire che quando i Malik cucinano di domenica tutto il palazzo inizia a puzzare di curry. Beh, a Prisca piace. Le piace cosรฌ tanto che si attacca col musino alla porta e non cโรจ verso di schiodarla, almeno finchรฉ non tiro fuori i suoi bocconcini super gourmet. Prisca รจ il mio gatto. Ah, scusi, sรฌ, la ragazza. Cโรจ da dire che era strana. Non salutava nessuno e manco sorrideva. Ma voglio dire, era poco piรน che unโadolescente no? E poi era tanto graziosa! Anche se era sempre imbronciata, e non lโho mai vista uscire con un filo di trucco. Non so se รจ vietato dalla loro religione, per tutta la storia del velo, eccetera. E anche di quello si sono lamentati i vicini! Ma io dico, รจ la loro cultura no? Finchรฉ non vengono a chiederci di togliere il crocifisso dallโandrone, voglio dire, che male possono fare? Appena si sono trasferiti da noi io sono andata a portargli una torta, quella dolce, con le zucchine, che nessuno se lo aspetta mai che sia dolce perchรฉ ci sono le zucchine, e cosรฌ fa tanto chic. Ci ho aggiunto anche un bigliettino, ci avevo scritto su โBenvenuti in Italia!โ. Erano proprio felici. Gli ho detto anche che se avevano bisogno di cibo, o aiuto di qualsiasi tipo io abitavo nella porta accanto e potevano sempre bussare, non dopo le sette perรฒ, che alle sette io dormo. Hanno ringraziato e hanno subito chiuso la porta.
Sospira
Devโessere dura per queste persone. E insomma quel giorno stavo andando a prendere la pappa per Prisca, nel negozio dietro lโangolo, sa quello con quella signorina gentile gentile, ecco, e vedo una panda sbucare dal nulla, รจ una di quelle panda vecchie, scassate, color grigio topo, e dico: รจ lโauto dei Malik. E giuro che andava cosรฌ veloce che mi รจ sembrato che non ci fosse nessuno al volante. E insomma questa panda mi taglia la strada, che quasi ci rimanevo secca eh! e sfonda la
carreggiata. Si sente un botto terribile, non prova neanche a frenare, e finisce dritta nel fiume. Si fa un volo di almeno dieci metri e poi booooom. E io non riuscivo a vedere con tutta quella gente che si รจ accalcata per vedere, allora mi sono messa a sgomitare, metti che qualcuno si era fatto male, dico: sono i miei vicini! Sono i miei vicini! Ma cโerano solo delle bolle che salgono e la carreggiata sfracellata come un pezzo di pongo. E poi sento un silenzio. Ma un silenzio assurdo, come se non fosse successo niente, ma proprio come se non fosse successo mai niente, nel mondo, capisce?
CERBERO
(1)โโโโโโChe storia eh?
(2)โโโโโโEh?
(1)โโโโโโDico, che storia eh?
(2, 3)โโโโโGiร .
(1)โโโโโโAlla fine… ci sta.
(2)โโโโโโSei serio?
(1)โโโโโโDico che non mi sembra poi cosรฌ strano. Ce lo si poteva aspettare, ecco.
(2)โโโโโโIo non lโavrei mai detto. Cioรจ ok lo sapevamo tutti che era una presa male, ma fino a questo punto…
(3)โโโโโโTu ci avevi mai parlato? Dico, parlato-parlato.
(2)โโโโโโPoco o niente. Ci ho provato…
(1)โโโโโโCi credo che ci ha provato, ci abbiamo provato tutti.
(2)โโโโโโE che cazzo dai, รจ morta, un poโ di rispetto.
(1)โโโโโโBeh, figa era figa.
(2)โโโโโโMi lasciava pure copiare i compiti la mattina.
(1)โโโโโโChe cโhai?
(2)โโโโโโOh, niente.
(1)โโโโโโSe non mi dici che cโhai non ti faccio tirare.
(2)โโโโโโMi sento in colpa. Ok?
(1)โโโโโโMa che cazzo dici? Vedi che noi non cโentriamo niente.
(3)โโโโโโOh, ma hanno ritrovato il corpo?
(2)โโโโโโSembra di no.
(3)โโโโโโPovera…
(1)โโโโโโMah, poveri genitori… certo per una รจ facile, si ammazza, ma poi per chi rimane? Io non ci voglio neanche pensare…
(3)โโโโโโMa sei serio?
(1)โโโโโโCosa?
(3)โโโโโโUna cosรฌ dallโoggi al domani si fa schiantare con la macchina e per te รจ facile?
(1)โโโโโโNon intendevoโฆ
(2)โโโโโโMa voi dite che c’entraโฆ
(3)โโโโโโCosa?
(2)โโโโโโDai, lo sai.
(3)โโโโโโCosa? Non cโentra un cazzo. Non ci pensare neanche.
(1)โโโโโโMassรฌ scherzavamo. Forse ci siamo andati un poโ pesanti ma sono cose che capitano. Si gioca, รจ normale. Mica se lโรจ presa.
(2)โโโโโโSono venuti a casa. Mi hanno fatto delle domande.
(1)โโโโโโE tu?
(2)โโโโโโNon ho detto un cazzo. Neanche voi, vero?
(1)โโโโโโMa no, certo che no.
(2)โโโโโโSe una sโammazza mica รจ per un piccolo scherzo come il nostro.
(1)โโโโโโVuoi smetterla di parlarne?
(2)โโโโโโCredi che qualcuno sappia qualcosa?
(1)โโโโโโMa chi? Quella non parlava mai con nessuno.
(2)โโโโโโE invece qualcuno cโera. Merdaโฆ
(1)โโโโโโChi?
(2)โโโโโโMassรฌ, il ragazzo. Anika mi ha detto che cโera questo tizio che la aspettava fuori da scuola ogni giorno da un poโ. Li ha visti andare via insieme.
(3)โโโโโโChe tipo?
(2)โโโโโโE che ne so? Mi faccio i cazzi miei io, mica come te. Non ho chiesto.
(1)โโโโโโSiamo nella merda? Se mi chiedono qualcosa io nego tutto. Devi negare anche tu. Non cโentra un cazzo ma non voglio problemi. Ho il test preliminare per lโuniversitร questโanno e se non lo passo i miei mi ammazzano.
(POLIZ)โโ Voi siete i suoi amici? Non preoccupatevi, troveremo i responsabili.
(1)โโโโโโMerda…
(POLIZ)โโ Detto tra di noi, io di queste cose me ne intendo. Scommetto che dalle indagini esce fuori che volevano farla sposare con un coso… un estremista.
(VICINA) โ Io non ho mai visto un fidanzato, ma รจ possibile che si vergognasse.
(1)โโโโโโDoveva sentirsi molto sola…
(VICINA) โ Non mi stupirebbe ecco.
(2)โโโโโโSecondo voi scopavano?
(VICINA) โ Chissร se era innamorata di qualcuno…
(3)โโโโโโMagari si amavano.
(VICINA) โ …o se qualcuno era innamorato di lei, e lei non lo ricambiavaโฆ
(POLIZ)โโ Un fondamentalista.
(VICINA) โ Magari le ha fatto violenza. Ed ecco spiegato il suicidio.
(2)โโโโโโSecondo me scopavano.
(VICINA) โ Povera creaturaโฆ
(POLIZ)โโ Sicuro che la picchiava.
(3)โโโโโโMa che cazzo te ne frega se scopavano? Non so neanche se poteva scopare…
(1)โโโโโโCosโรจ, era malata?
(3)โโโโโโNo, coglione, era musulmana.
(VICINA) โ Ho letto che il numero degli stupri รจ salito.
(POLIZ)โโ Tutti cosรฌ, incredibile.
(2)โโโโโโE quindi, non ce lโhanno anche loro?
(VICINA) โ E anche quello degli aborti. Che vergogna…
(POLIZ)โโ La gente mica lo sa.
(VICINA) โ Povere creature…
(1)โโโโโโIo se trombassi ogni giorno col cazzo che mi ucciderei.
(3)โโโโโโDio quanto siete idioti tutti e due.
(POLIZ)โโ Centinaia di donne rapite o uccise da famiglie di bastardi, ogni anno.
(2)โโโโโโMa anche una volta a settimana.
(VICINA) โ Che poi mia figlia dice che 4 donne su 5 sono vittime di italiani, dice che lโha letto su Mais, o qualcosa del genere.
(POLIZ)โโ Bastardi fondamentalisti.
(1)โโโโโโOvviamente. Ma anche una volta al mese…
(VICINA) โ Ma la televisione, il governo, dicono cose diverse.
(POLIZ)โโ Vogliono farle sposare a dei bruti di dieci, ventโanni piรน vecchi.
(VICINA) โ Non si sa piรน a chi credere.
(POLIZ)โโ Se loro si oppongono, TAC, le ammazzano.
(2)โโโโโโChissร comโera a lettoโฆ
(VICINA) โ In qualsiasi caso non ci si puรฒ piรน fidare di nessuno… neanche della propria figlia!
ride
(POLIZ)โโ O le narcotizzano o che so io e la fanno tornare nel loro paese…
(1)โโโโโโ Secondo me era una bomba
ride
(POLIZ)โโ …ad allevare capre e bambini
ride
(2)โโโโโโUna bomba! Capito? Perchรฉ era araba…
ride
(VICINA) โ neanche della propria figlia!
ride
(POLIZ)โโ Capre e bambini. Un sacco di capre e un sacco di bambini.
ride
(1)โโโโโโVoi comunque non dite un cazzo. Quella lettera magari non le รจ neanche mai arrivata. Non intendevamo davvero dire quelle cose. Mica uno sโammazza per delle lettere anonime.
(2)โโโโโโE daiโฆ e fattela una risata!
ride.
Giulia Trivero – Edera รจ il primo appuntamento di RETROSCENA, una rubrica a cura di Eliana Rotella.
NOTA DELL’AUTRICE
Edera nasce da un incontro che la me quattordicenne fece con una ragazza della stessa etร nella sala dโattesa dellโospedale SantโAnna di Torino. Da allora รจ stata un racconto in un diario, la bozza di romanzo e, alla fine, un testo teatrale. Se รจ vero che ogni lavoro di chi prova a fare dellโarte รจ mosso da un numero limitato di ossessioni, in Edera si trova quella che ad ora รจ stata ed รจ la mia ossessione principale: il legame tra linguaggio, narrazioni e politica. Credo che il linguaggio sia performativo, che crei, cioรจ, ciรฒ che enuncia. Il significante non viene prima del significato: vengono insieme, e questa unione ha valore politico. Il linguaggio determina quali vite sono considerate normali (perchรฉ conformi alla norma) e quali no. Qual รจ la libertร , quindi, quando si รจ oscenำ, cioรจ fuori dalla scena? Edera nasce dal bisogno di raccontare la rabbia e la sensazione di ingiustizia e di soffocamento che uniscono due donne che vengono da mondi diversi e si incontrano per caso in un momento liminale delle proprie vite. Ad accomunarle รจ soprattutto il fatto che la loro biografia รจ oggetto di uno sguardo che non include la loro libertร di scelta, allโinterno del quale lottano disperatamente per sopravvivere, per farsi soggetto della propria storia, per recuperare la propria voce; per, semplicemente, esistere, in pace.

Giulia Trivero, attrice e drammaturga, classe 1992, cresce a Torino dove si laurea in filosofia con una tesi sulla testualitร dei fenomeni culturali. Dopo il diploma come attrice alla Scuola di Teatro โIolanda Gazzerroโ di ERT debutta nello spettacolo Tutto fa brodo, curato dalla compagnia belga Laika, e fa parte del cast di La commedia della vanitร di Elias Canetti, diretta da Claudio Longhi, e di Nozze, regia di Lino Guanciale. Nel 2018 segue come aiuto regia la produzione di Liliom, regia di Kornรฉl Mundruczรณ, prodotto dal Thalia Theater di Amburgo. Dal 2019 al 2021 lavora come attrice e formatrice per ERT / Teatro Nazionale e fa parte del cast di La mia infinita fine del mondo di Lino Guanciale, e di Elettra, Onora il padre e la madre, regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni. Nel frattempo approfondisce la passione per la drammaturgia, grazie a, tra gli altri, Renata Molinari e Davide Carnevali, con cui collabora dal 2021 per il progetto “Il teatro tiene banco” al Piccolo Teatro di Milano. Il suo testo Edera รจ finalista alla 56แต edizione del Premio Riccione โPier Vittorio Tondelliโ e ottiene la segnalazione InScena! Italian Theater Festival NY al Premio Hystrio โ Scritture di Scena 2021. Il suo lavoro per lโinfanzia La storia di Momi รจ vincitore del Premio Segnali alla drammaturgia per le nuove generazioni 2023. Il suo ultimo testo, Kore, รจ stato ospitato a Hystrio Festival 2023, in collaborazione con Situazione Drammatica โ Il copione, ed รจ attualmente in lavorazione con la sua compagnia indipendente, Firmamento Collettivo. Come dramaturg affianca la compagnia Fannibanniโs per Biancaneve e i sette nazi, progetto finalista al premio Scenario 2021 e Micol Jalla in Itโs a match, progetto menzionato al premio Scenario Infanzia 2024, ed รจ assistente alla drammaturgia di Le troiane, la guerra e i maschi, regia di Marcela Serli. Nel 2024 รจ nel cast di Ho paura torero di Claudio Longhi, e di Limited Edition, spettacolo site-specific ideato da Davide Carnevali, allโinterno del progetto UNLOCK THE CITY!. Nella stessa stagione debutta il primo spettacolo di Firmamento Collettivo, Kalergi! Il complotto dei complotti, segnalato da ยซTeatro e Criticaยป nella mappatura โIl teatro e la danza che vorremmo rivedere nel 2025โ. Nellโottobre del 2024 apre il Premio Virginia con il suo monologo Mi chiamo Cassandra, non mi crederai, e cura la mise en espace di Consent di Nina Raine per Donna Moderna allโElfo Puccini con Giulia Maino, per lโassociazione Amleta, di cui รจ co-fondatrice.
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