La gradinata monumentale

Lui la guardava dal basso della gradinata monumentale, e non poteva fare a meno di notare il suo canino affilatissimo. Sebbene la ricordasse in Colombia giร  da un anno e aspettasse segretamente il suo ritorno, continuava a vederla ovunque e non ne poteva piรน. I crampi allo stomaco lo piegarono in due, e lo misero faccia a faccia con la pietra chiara di quel monumento in salita. Decise di fare i gradoni a tre a tre, ma una volta lassรน, non la vide. Prima di partire per la Colombia, durante i giorni della festa universitaria in quella cittร  europea, lei gli lasciรฒ un biglietto di carta con scritto che sarebbe andata a cercare, assieme a unโ€™amica, il frontman di un gruppo synth pop. Ci avevano scopato entrambe la stessa notte, qualche anno prima. Lui, ora dallโ€™alto della gradinata, guardรฒ il bordo del marciapiede accompagnare la linea di olmi verso la rotonda piรน in basso. Dallโ€™altro lato della strada, un acquedotto romano. Lei e le maniche bianche della camicia universitaria non cโ€™erano, e quasi si sentรฌ sollevato. Accese una sigaretta e si appoggiรฒ a una delle due colonne dโ€™ingresso della gradinata. Era grondante. Lo sguardo tornรฒ sulla via dellโ€™acquedotto, poi andรฒ oltre la conca su cui la rotonda giaceva. Un ex monastero di marmo bianco, che per molti anni era stato lโ€™istituto psichiatrico della cittร , era arroccato sulla collina. Si girรฒ verso le colonne pallide della facoltร  di studi sociali. Non ricordava che fossero avvolte da veli di lino colorati, che oscillavano in un vento che quella sera non soffiava. Le colonne luccicarono e lui si innervosรฌ nel vederle cosรฌ colorate. Ecco i drappi cadere a terra, disintegrarsi come maioliche variopinte, il rumore simile al crepitio di uova cucinate su olio bollente. Unโ€™altra folata di vento arrivรฒ, ma sapeva dellโ€™aria di qualche anno prima. Il ragazzo si girรฒ verso la via con gli edifici universitari, e vide qualcosa di folle.

***

Lร  in fondo, una quadriga azzurra avanzava verso di lui. Procedeva a velocitร  sconsiderata, a qualche metro dโ€™altezza da terra. Il conducente suonava un assolo straziante con la tromba. Quella specie di cocchio oscillava nel vuoto allo stesso ritmo dei veli di lino. Il trombettista non si occupava delle briglie, usava le mani per suonare e le gambe per mantenere lโ€™equilibrio. Il ragazzo si fece prendere dallโ€™angoscia, che gli salรฌ fino alla gola, e urlรฒ:
ยซE le briglie!?ยป
Il conducente rispose: ยซLo sai anche tu che questi non hanno bisogno di direzione!ยป e indicรฒ col mento sedici cani randagi (che volavano come degli indemoniati verso il ragazzo).
ยซSali, sali con me! Girerรฒ verso lโ€™acquedotto, basta un salto e ti prendoยป.
Oltre ai cani, il ragazzo vide spuntare, appena dietro la quadriga, un gruppo di musicisti con violini viole ukulele percussioni liuti e tromboni. Erano tutti sudati e scivolavano sul vuoto come se stessero scappando dalla morte. Il conducente si voltรฒ verso di loro, piegando il gomito per appoggiare la tromba sulla spalla. Prese con lโ€™altra mano una bacchetta immaginaria: alzava e abbassava il braccio con crescendi e poi cali improvvisi. Lโ€™orchestra eseguiva alla perfezione le indicazioni, facendo piovere il sudore a terra. Correvano disperati alla stessa velocitร  dei cani. Seppur sullโ€™orlo del collasso, erano come in estasi. Il ragazzo non sapeva se fidarsi o meno del trombettista, ma si disse che da quel cocchio celeste avrebbe potuto scappare, almeno per un poโ€™, dal canino della ragazza. Cominciรฒ a correre, e si lasciรฒ andare a un inseguimento di trenta metri, in cui il sudore gli si raffreddรฒ sulla pelle. La quadriga girรฒ verso lโ€™acquedotto, e lui, accostandosi in corsa, trovรฒ lโ€™attimo giusto per saltarci sopra. Durante il salto, provรฒ un momento di vuoto misto a liberazione, come se il cordone bianco che sentiva in pancia fosse stato tagliato almeno in parte, come se quel salto fosse piรน per sรฉ stesso che per lei. Smise di pensare e le mani destre dei due si agganciarono.
Si trovรฒ di fianco al cocchiere di cani, e il mondo attorno gli pareva meno pallido. I suoni erano perรฒ rarefatti. Da vicino, percepiva in quello strano musicista unโ€™impetuositร  simile a quella degli animali in corsa. Allo stesso tempo, trasmetteva una certa mitezza, una serenitร  simile alle malinconie vitali, consapevoli, che si raggiungono soltanto dopo essersi rotti e riaggiustati piรน volte. Lโ€™orchestra disidratata, lรฌ dietro, suonava note che disegnavano in aria schizzi di colori caldi. Nel loro spartito arrivรฒ poi lo sconforto, e le pennellate estive assorbirono i riflessi grigi dei fiumi del nord Europa. Il dipinto musicale arrivรฒ di fronte al ragazzo, sospeso al di sopra della schiera di cani indemoniati (stavano morsicando qualcosa, forse il vuoto). I suoi colori oscillavano, e trasmettevano sensazioni simili alla nostalgia che si prova il giorno dopo una bellissima festa, forse la piรน bella.
Il ragazzo era impaurito dallโ€™assenza del bianco nel disegno. Sentiva di aver bisogno di quel colore per riaverla indietro: ยซQualcosa ondeggia davanti a me!ยป.
E il trombettista: ยซLa vediamo entrambiยป.
E il ragazzo: ยซChe cosa rincorrono quei cani pazzi?ยป
E il trombettista: ยซNon lo so, hanno gli occhi chiusiยป. Il ragazzo ebbe la sensazione di saltare sul carro unโ€™altra volta. Il cocchiere dei cani si mise a cantare.

Well, it’s been a long time, long time now
Since I’ve seen you smile
And I’ll gamble away my fright
And I’ll gamble away my time
And in a year, a year or so
This will slip into the sea.
[1]

Mentre il musicista cantava, il ragazzo sentรฌ un telo bianco e umido avvolgersi stretto attorno al cranio, come per contenere la paura, per poi infilarsi in gola. Percepรฌ del calore espandersi dalla bocca dello stomaco. Era una rassicurazione momentanea, perchรฉ il telo rilasciรฒ dentro di lui qualcosa che lo allontanรฒ dal bianco e lo avvicinรฒ al rosso. Qualcosa di simile alla resa.
Chiese al trombettista: ยซMa in che senso slip into the sea?ยป. E lโ€™altro rispose che รจ impossibile fermare le proprie emozioni.
ยซAnche se sai come va a finire?ยป
ยซSoprattuttoยป.
ยซE perchรฉ?ยป
Il trombettista scrollรฒ le spalle: ยซGuarda meglio quellโ€™ex monastero sulla collinaยป.

***

Lo scenario cambiรฒ, il ragazzo sentรฌ tutto il suo peso e planรฒ a terra. Attorno cโ€™era la festa universitaria di un anno prima. Urla e schiamazzi presero il posto della musica senza peso del trombettista. Comparirono dei carri addobbati di carta crespa e filante, il sole primaverile gli luccicava addosso. La via era piena di gente, di universitari in festa iscritti a legge, medicina, comunicazione, letteratura. Gli studenti sopra i carri lanciavano lattine di birra in strada, le persone le acchiappavano per berle a grandi sorsate, per poi lanciare lโ€™alluminio accartocciato in aria. Cโ€™era chi pisciava sulle cortecce degli olmi in fiore, chi cadeva a terra quasi in delirio sui sanpietrini scuri e collosi della strada, chi si amava dietro le volte dellโ€™acquedotto romano e chi invece piangeva per la fine dellโ€™anno accademico. Il ragazzo annusรฒ lโ€™aria che sapeva di maggio: la brezza portava in giro i profumi del glicine e dei gelsomini, che si mescolavano ai fumi dellโ€™alcol e al piscio negli angoli. Era di nuovo lรฌ in strada, proprio nel giorno in cui lei scappรฒ in Colombia con lโ€™amica. Ma con grossa sorpresa, la vide sopra un carro. Indossava una camicia bianchissima e una gonna che terminava tra la coscia e il ginocchio. Dal basso, le osservรฒ i collant metterle ancora piรน a fuoco le gambe slanciate. Guardรฒ poi il suo viso pallido e le labbra viola. Una compagna di corso le parlรฒ allโ€™orecchio per farsi sentire meglio in quella confusione. Il sorriso le si allargรฒ mostrando un coltello, mentre gli occhi le si strinsero, uno un poco piรน dellโ€™altro. Le pupille, che si intravedevano tra le palpebre socchiuse, non guardavano nella stessa identica direzione. Sembrava una gatta con poche vite ancora. Prima che la scena si dissolvesse, il ragazzo si sentรฌ perso per il fatto che lei non fosse in Colombia alla ricerca del frontman del gruppo synth pop. Tornรฒ a librarsi nel vuoto.

***

Il caos si fece di nuovo musica ovattata. Scombussolato e col magone, si girรฒ verso il trombettista, si sentiva esausto: ยซMa quindi lei era lรฌ, quel giornoยป.
Il musicista appoggiรฒ di nuovo la tromba sul dorso, lโ€™orchestra continuava mentre lui parlava: ยซSe non vedi ancora colori attorno a te, devi cominciare a correre senza briglie per conto tuoยป.
Il ragazzo non sapeva come interpretare quelle parole. Pensรฒ che dalla Colombia sarebbe sempre potuta tornare. Ora che non sapeva dove lei fosse, sentรฌ dentro di sรฉ un fiume di sangue trascinarlo dritto in una fossa oceanica. Ma volle continuare: ยซPer chi suona?ยป
ยซSuono per chi sale qui con meยป.
ยซE se non sale nessuno?ยป
Il trombettista scrollรฒ le spalle una seconda volta.
Il ragazzo sorrise e chiuse gli occhi come i cani, che procedevano in aria con falcate allucinate. Le lacrime cominciarono a scorrere lungo la sua pelle secca. Sentรฌ il condottiero cantare delle strofe, e poi prendere un registratore da cui fuoriuscirono le battute di un vecchio film. Due personaggi, Lantier e Sรฉverine, litigavano e urlavano e si facevano del male.
ยซAnche io sono stanco e dormo poco, e nellโ€™insonnia compongo le mie canzoniยป.
ยซQuindi lo fa per ammazzare il tempo?ยป
ยซBeh, sรฌ, ma soprattutto per trovare quel suono. Che non รจ un vero suono, ma qualcosa di simile a un cane che corre liberoยป.
Il ragazzo non sapeva cosa rispondere, e al pensiero dei cani sospesi in aria, sentรฌ che quella follia, quella smania di ricerca di un suono, era in quel momento dentro di lui. Voleva rincorrerlo. E per sentirsi meglio, forse per non staccarsi da quel viaggio in Colombia che comunque gli dava speranza, pensรฒ di sbarazzarsi dei colori caldi e freddi disegnati dallโ€™orchestra. Guardรฒ gli schizzi che lo mettevano a disagio, ma il trombettista, ancor prima che lui muovesse la mano, disse: ยซMa sei pazzo? Se provi a eliminarli, poi tornano in forme diverse. Lasciali lรฌ, lascia che vivano al tuo fianco, lascia che prendano il colore che voglionoยป.
ยซNon ci riescoยป rispose il ragazzo, senza energie per controbattere.
E il trombettista: ยซOra che hai visto il coltello, ora che sai della Colombia, devi ridipingere la scenaยป.
Il ragazzo cambiรฒ argomento: ยซMa dove li ha trovati quei cani?ยป
ยซIn Amazzoniaยป.
ยซE dove esattamente?ยป rispose il ragazzo.
ยซDagli indigeni della comunitร  del Vaupรฉs. Indossano piume variopinte per osservare il mondo da un altro punto di vistaยป.
ยซE lรฌ, sono arrivati i caniยป.
ยซSรฌ, ma non sono miei. Il patto con loro รจ non usare le briglieยป.
ยซCosa intende?ยป
Il trombettista si incupรฌ: ยซDevi scendereยป.
Il ragazzo sentรฌ una fitta in pancia: ยซNon se ne vada anche lei, per favoreยป.
ยซSei tu che te ne andrai. Ti vorrei qui, davvero, ma hai giร  provato a imbiancare quello schizzoยป.
ยซMi tenga qui nel suo cocchio, mi tenga, non posso stare da solo. Mi siedo nellโ€™angolo e non occupo nessuno spazioยป.
Il trombettista lo guardรฒ: ยซPer essere in grado di stare qui, devi fare i conti con lโ€™ex monasteroยป.
ยซNon le voglio dire addio. Sarebbe un delitto lasciarla andare, proprio ora che lโ€™ho conosciuta e che ho capito quanto รจ bello farsi trascinare dai cani folliยป.
Il trombettista sorrise: ยซรˆ arrivato il momento di essere onesto con te stesso. Ti racconti tante storieยป.
Lโ€™estensione delle sue labbra mostrava che avrebbe voluto tenere il ragazzo lรฌ con lui, ma gli ci volevano alcuni passi in avanti. Smarrito, il ragazzo fece per appoggiare i gomiti sullโ€™orlo della quadriga. Ma per qualche sanpietrino fuori posto, il gomito destro riuscรฌ appena a sfiorarlo, e scivolรฒ giรน. Ecco che era di nuovo a terra, alla fine della via in discesa, sulla rotonda. Tutta quella confusione, tutte quelle parole, per fare soltanto una discesa. Corse come un forsennato per provare a risalire sul cocchio, ma ormai pure lโ€™orchestra lo scalciava via. Chiese aiuto a un violinista, e saltando cercรฒ di afferrargli la caviglia, ma erano tutti molto piรน veloci di lui. Unโ€™altra fitta alla pancia lo piegรฒ in due, e si accasciรฒ a terra. Dopo qualche conato, realizzรฒ di aver perso per sempre il condottiero dei cani dagli occhi chiusi. Sentรฌ in quella fitta il cordone bianco che aveva in pancia spezzarsi quasi del tutto. Da lontano, le note dellโ€™orchestra musicavano le strofe di unโ€™altra canzone.

We burnt to the ground
Left a view to admire
With buildings inside church of white
We burnt to the ground left a grave to admire
And as we reach for the sky, reach the church of white.
[2]

***

Al suono di quelle parole, il caos della festa universitaria gli ricomparรฌ attorno. Il ragazzo bevve lโ€™ultimo sorso della dodicesima lattina di birra, e per la prima volta notรฒ il colore dellโ€™alluminio. Sentรฌ la spinta per affrontare da vicino il sorriso che tanto lo aveva sconvolto. Decise di saltare sul carro della ragazza per chiederle che cosa ci facesse lรฌ. Corse dietro alla vettura carnevalesca, la vista ovattata dallโ€™alcol. Con un salto si aggrappรฒ agli scalini di metallo fissati sul retro del carro. Quasi scivolรฒ, ma uno studente dal cappello rosso riuscรฌ a tirarlo su. Sopra a quella vettura continuavano a versare superalcolici nella bocca delle persone in strada. In quel marasma, il ragazzo la notรฒ. Fu lรฌ che ricordรฒ che lei non gli lasciรฒ nessun biglietto dโ€™addio. Nellโ€™avvicinarsi vide che quel sorriso era un ghigno di enorme malessere, un disagio che conosceva bene, un disturbo inguaribile. Lei si guardรฒ attorno e prese in mano un vero e proprio coltello. Inebriato dai fumi dellโ€™alcol, si sentรฌ paralizzato, incapace di provare a soccorrerla. Voleva ancora nascondersi nella bianchezza della manica della sua camicia, che lei arrotolรฒ mostrando un polso ancora pallido. Lui si godette gli ultimi istanti di biancore, ma il coltello impugnato dalla ragazza stava giร  macchiando di rosso tutta la camicia. Poi lei si accasciรฒ, perdendo i sensi sul pavimento bagnato di birra e del suo stesso sangue. Le labbra erano ancora piรน violacee. Come dei lampi o dei bombardamenti, arrivarono nella mente del ragazzo la condizione psichiatrica che lโ€™aveva cambiata per sempre, le diagnosi. E poi lei, incapace di ricostruire con lui dopo lโ€™accaduto. Il sole si fece arancione e il caos della festa si trasformรฒ in sirene di ambulanza.

***

Il ragazzo guardava dal basso la gradinata monumentale. Vide che in realtร  la sua pietra non era cosรฌ chiara. Fu lรฌ che capรฌ che la band synth pop non esisteva. Era solo una sua pallida visione. Da lontano vide lโ€™ex monastero e le sue luci accese. Si ricordรฒ che lโ€™istituto psichiatrico era ancora in funzione. Il marmo di quellโ€™edificio si stava scurendo davanti ai suoi occhi. Lei era ancora in una stanza lร  dentro. Il ragazzo guardรฒ in alto, in cima alla gradinata, e non vide nessuno. Provรฒ a raccontarsi la storia della Colombia, ma non funzionรฒ. Sentรฌ allora il cordone bianco in pancia rompersi del tutto, e lasciargli uno spazio vuoto dentro. Chiuse gli occhi e non vide nulla. Li riaprรฌ. Un cane folle, diverso da quelli del trombettista (le sue zampe toccavano terra), stava giร  correndo a tutta velocitร  verso di lui. Chissร  dove avevano intenzione di andare quei due.

1 Beh, รจ passato molto tempo, molto tempo ormai / Da quando ho visto il tuo sorriso / E mi giocherรฒ, perdendo, la mia paura / E mi giocherรฒ, perdendo, il mio tempo / E tra un anno, un anno o giรน di lรฌ / Tutto ciรฒ scivolerร  nel mare.
2 Abbiamo bruciato tutto / Lasciato un panorama da ammirare / Con edifici all’interno e una chiesa di colore bianco / Abbiamo bruciato tutto, lasciato una tomba da ammirare / E mentre raggiungiamo il cielo, raggiungiamo la chiesa di colore bianco.


Umberto Chiodi, Bestiario #1
otto matite colorate su carta, 142 x 107 cm, 2023
Courtesy Collezione Ramo


In copertina: Bestiario #5
142 x 107 cm, 2023

ora esposto nella mostra personale BOUNDED FLOWS, fino al 6 Dicembre, al Museo MACT/CACT di Bellinzona.


Curatela editoriale: Giuseppe Cappitta


Pietro Cesaro รจ cresciuto nella pianura Padana a da sette anni vive a Bruxelles, dove si occupa di politiche ambientali. Ha co-fondato ยซDuegradiยป, rivista che racconta la crisi climatica in Italia, e ยซRivista A\polideยป. Da quando รจ in Belgio ha iniziato a sentire nostalgia per la lingua italiana: per questo ha cominciato a pubblicare racconti, uno dei quali nellโ€™antologia Majina, ipotesi per un collasso pubblicato da Wojtek Edizioni in collaborazione con Itaca Colonia Creativa. Si รจ sentito a casa a Lisbona e a Creta. Oggi, forse a Bruxelles, e di sicuro in certi angoli della riviera Romagnola e nelle campagne Venete. Ma soprattutto a San Siro.


Umberto Chiodi รจ un artista visivo nato a Bentivoglio (Bologna), dove ha studiato Pittura allโ€™Accademia delle Belle Arti. Le prime mostre personali sono state presentate dalla galleria Studio dโ€™arte Cannaviello (Milano), dalla Galleria Michael Schultz, (Berlino), dalla National Gallery of Fine Arts di Sophia. Ha partecipato a mostre collettive in Italia e allโ€™estero. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche: Museo del โ€˜900 (Milano), Mart (Rovereto), JP Morgan Chase Art Collection (New York), Collezione Ramo (Milano), Galleria dellโ€™Universitร  di Trieste. Lavora inoltre nellโ€™ambito del disegno applicato, dellโ€™illustrazione e della concept art, ha collaborato con brand di moda (Mila Schรถn, Daizy Shely), con lโ€™editoria (Utopia Editore, Linkiesta, Film Tv rivista), e il cinema (locandina, titoli e animazioni per il film Orfeo di Virgilio Villoresi). รˆ docente alla Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia, e allโ€™Accademia Galli di Como (IED). Vive e lavora a Milano dal 2007.

***

Con l’opera site specific “Bestiario” ha vinto la Milano Drawing Week 2023 a cura di Collezione Ramo. L’opera si compone di una serie di disegni a otto matite colorate su carta di grande formato e un disegno parietale a grafite di misure ambientali.
“La continua sovrascrittura della forma degli animali รจ il risultato di unโ€™esperienza performativa che esaurisce la rappresentazione al fine di occuparsi del gesto, dello spazio, della composizione, del colore. Chiodi seziona lo spazio architettonico della sala, creando con delle linee verticali a grafite su muro, una griglia che scandisce lโ€™intervallo fra le carte, una gabbia segnica dalla quale evadono le figure e lโ€™energia gestuale”.



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