di Sarah Cipullo
ยซUn re non muoreยป dichiarรฒ la nonna alzando dritto lโindice. Estrasse dalla libreria una scacchiera di plastica, e da un cassetto in cui conservava caramelle e corredi allโuncinetto, tirรฒ fuori una scatola da cui faceva capolino la testa di un cavallo in resina scheggiata.
ยซIl gioco finisce un attimo prima che accadaยป disse al nipote con voce greve. ยซSe vuoi preparare una scacchiera in modo corretto, tieni a mente che la casa in basso a sinistra deve essere scuraยป. Sistemรฒ la scacchiera sul tavolo e con lโindice ancora teso diede due colpi al quadrato nero nellโangolo. Il nipote roteรฒ gli occhi.
ยซLo so, nonnaยป sospirรฒ.
Il nipote aveva ancora sei anni quando la nonna iniziรฒ a chiamarlo โil reโ. Gli altri ragazzi erano disubbidienti e aggressivi – โquei banditiโ, commentava con amarezza quando dalla finestra li osservava giocare nel cortile – ma il re adorava i libri. Lo guardava ammirata mentre ammucchiava grossi volumi sul pavimento della sua cucina. Sembravano una fortezza, o un castello, ed erano il luogo dove lui trovava rifugio.
ยซPerchรฉ non facciamo una partita a scacchi?ยป gli domandava ogni giorno, sedendosi alla scacchiera. Il re, che era mite, lโassecondava sempre, ma non giocava mai la Difesa Siciliana come lei avrebbe voluto. Con precisione, arte devota, passione ed entusiasmo.
Quando compรฌ dodici anni un giorno di settembre, il re si gettรฒ dal primo piano di un piccolo fienile. Precipitรฒ come un sacco di patate, come un sogno o una stella rotante, ribaltandosi sullโerba vicino ai tronchi addormentati. Un re sale, aveva imparato, e per questo un re doveva anche cadere. Si esercitava a morire senza paura, il re, per non farlo lentamente o a malincuore, come le rose che osservava appassire dโestate, i petali che si laceravano uno ad uno. Quindici volte si lanciรฒ fuori dal fienile, quellโanno, senza farsi nemmeno un graffio. Poi, una mattina, fu colto da un delirio di onnipotenza. Si arrampicรฒ sulla cima di un albero e stendendo le braccia al cielo urlรฒ: ยซVoglio vivere per sempre!ยป. La brezza fece muovere germogli e foglie, e il ramo sul quale se ne stava a cavalcioni si spezzรฒ di colpo. Il re si fratturรฒ quattro costole e, qualche mese dopo, la nonna gli tese la mano.
ยซVieniยป gli disse, ยซti porto in chiesa. Andiamo ad accendere una candela per ogni osso guaritoยป.
Quando compรฌ quindici anni un giorno di settembre, il re lamentรฒ di aver perso gli occhi in macelleria. Diceva di averli poggiati vicino a una cassa piena di lattuga.
ยซTorna dal macellaio, forse non hai guardato beneยป lo prese in giro la nonna, pensando che stesse scherzando. Ma lui allargava le braccia per tastare i muri e sembrava un vecchio cieco senza bastone.
ยซForse sono al supermercato? O li avrรฒ lasciati allโufficio postale?ยป continuava a domandarsi disperato. Teneva le palpebre ben serrate, nascondendo cornea, iride, pupilla e cristallino. La nonna invece scuoteva la testa in segno di disapprovazione. Il dolore del re le era opaco.
ยซPerchรฉ li hai tolti?ยป chiese con freddezza, guardandolo come una nave che naviga alla deriva.
ยซPer smettere di pensareยป.
La sera dopo, il re scese le scale che portavano al soggiorno e invitรฒ la nonna alla scacchiera. Aveva ritrovato gli occhi, che erano grigi e fiochi.
ยซLi avevo dimenticati dal ferramentaยป le disse con tranquillitร mentre muoveva un pedone bianco in c4.
La nonna fissรฒ il suo volto smunto e composto, e non disse nemmeno una parola.
Quando compรฌ ventisei anni un giorno di settembre, il re conobbe Lisa al circolo dei lettori. Le osservava il collo, le braccia e le gambe. Anche lei lo guardava da lontano e si ricopriva di gioielli come una regina bizantina. Lui perรฒ rifiutava ogni approccio e non accettava mai nessuno dei suoi inviti. Poi, una mattina di maggio, si alzรฒ per andare a comprare una camicia azzurra e bussรฒ alla porta di Lisa. Si sedette sul suo divano blu, posรฒ la corona su un corto tavolino in legno di mogano e le disse che lโavrebbe amata per sempre. Che per lei sarebbe morto. Che avrebbe raccolto ossa di balena dal fondo dellโoceano. Lisa gli sโinginocchiรฒ di fronte mentre lui le ripeteva quali vestiti indossava, e vicino a quale leggio si era seduta, tutte le volte che al circolo non avevano parlato. Standogli cosรฌ vicino, notรฒ che il volto del re odorava come le candele di Natale.
ยซTu sei pazzoยป gli disse, prendendogli le mani. ยซPenseresti di essere invisibile solo perchรฉ hai chiuso gli occhiยป.
Quellโestate, Lisa lo seguรฌ sullโaltare e qualche mese dopo essere rimasta incinta, andรฒ a piantare sua figlia nel giardino di casa con le cosce sporche di sangue. Il re, che lโaveva accompagnata stringendole delicatamente le spalle, scostรฒ gli insetti con la mano e l’aiutรฒ a ricoprire il feto di terra.
ยซVedraiยป le disse, ยซverrร su come una querciaยป.
Prima di rimettersi a letto, lei lo baciรฒ sollevandogli il mento con la punta delle dita. Lasciรฒ che lui le raccontasse della bambina, di come le avrebbero spazzolato le radici e accarezzato il tronco, di come si sarebbero scusati con lei, perchรฉ sarebbe cresciuta senza potersene andare. Poi, la mattina dopo, lโalba arrivรฒ senza suono e Lisa andรฒ a cambiare i fiori nei bicchieri. Scomparve insieme a una piccola valigia, senza fare piรน ritorno. Nella loro casa rimase solo un gran silenzio, e poichรฉ al re lโassenza di ogni rumore ricordava unโattesa, decise di aspettare che sua figlia si ergesse dalla terra. Restรฒ lรฌ un anno intero, e quando compรฌ ventinove anni un giorno di settembre, si trasferรฌ in cittร , vicino a una linea del tram. Trovรฒ un lavoro in una fabbrica di scarpe, dove andava vestito con abiti eleganti che indossava con grande cura. I suoi pantaloni erano sempre ben stirati, ai polsi portava i gemelli, e aveva anche un bel bastone con un pomo d’avorio. Il fine settimana incontrava amici nei caffรจ per discutere di letteratura e ogni mese esauriva il suo stipendio.
ยซNon dovresti buttare i tuoi soldi cosรฌยป lo rimproverรฒ la nonna una sera, mentre scalzava via il cavallo che teneva al centro della scacchiera. Il re si era presentato alla sua porta portandole in dono una tovaglia di fiandra.
ยซMettere da parte denaro mi rende depressoยป rispose lui, sghignazzando come un mostro marino e versandole del vino rosso in un bicchiere. ยซTieni, ti suggerisco di bilanciare la percentuale di alcol e plasma sanguigno al 50%ยป.
La nonna buttรฒ giรน il bicchiere in un sorso e gli sorrise. Quella sera, il re le sembrรฒ sereno, ma quando lui la chiamรฒ una settimana dopo, era giร morto.
ยซNonnaยป lamentรฒ al telefono, ยซmi sono buttato dalla finestra del fienile. Ho sbattuto la testa su un sassoยป.
Lei si arrabbiรฒ e minacciรฒ di riattaccare.
ยซร uno scherzo di cattivo gusto!ยป gli disse.
ยซTi dico che sono morto, il mio cadavere รจ qui per terra, ma ci sono ancora troppe cose che posso sentire. Il freddo della pioggia, per esempio. Prendi lโombrello. ร il posto di quando ero piccolo. Ci vediamo quiยป.
Il re aspettรฒ unโora e mezza, e piรน volte si lanciรฒ dal fienile, come quando era bambino. Cadde dalla finestra ancora e ancora, sperimentando pose diverse e sperando ogni volta di essere un poโ piรน rotto, un poโ piรน vuoto. Quando la nonna arrivรฒ e si piegรฒ sul suo corpo con una mano a coprire la bocca, lui stava molleggiando sulle gambe sopra il traverso della finestra, pronto a colpire il masso tuffandosi di testa, puntandolo come un cecchino.
ยซNonna!ยป chiamรฒ il re. ยซSono qui. Non riesco a morireยป.
Nota al testo
Lo scorso settembre ho scritto The King, un racconto breve di 500 parole esatte. Giร in quella prima bozza il re si toglieva la vita, ricordandomi in qualche modo che anchโio potrei farlo e che in qualunque momento potreste farlo anche voi. The King era la storia di un uomo che crolla, pensata per contraddire lโincipit che apriva la narrazione: ยซa king never diesยป. Scompaiono i boschi e i sentieri battuti. Scompaiono i re e persino alcuni tra noi.
Quando qualche tempo dopo ho ripreso il testo, per ragioni a me ignote lโho fatto in italiano. Nel contesto della mia lingua madre ho pensato che avrei potuto mantenere il tema centrale del suicidio, ma invece di ribaltare lโapertura, ho deciso di confermarla: a volte, solo alla vita non cโรจ rimedio. Alla gente perรฒ non piace confrontarsi con la depressione e con la morte. Esiste un aggettivo nella lingua de Il re che gli italiani usano per condannare questioni simili: dicono di loro che sono ‘pesanti’. Parlarne costa persino fatica fisica. ร per questo che passando allโitaliano ho alleggerito la mia prosa. Ho ridotto quanto possibile la densitร dello stile, inserendo elementi surreali allโinterno della narrazione per scollare il dolore dalla realtร .
Sarah Cipullo

Sarah Cipullo vive a Torino. Di madrelingua italiana, scrive principalmente in inglese. Tra le ultime riviste ad aver pubblicato le sue storie figurano: ยซCrackยป, ยซHook Magazineยป, ยซThe New York Timesยป, ยซSky Island Journalยป, ยซSuper Tramps Clubยป, ยซPastrengoยป. Collabora alla rubrica “9 righe” di ยซYanezยป e nel 2022 รจ stata selezionata come finalista al concorso InediTO nella sezione racconti. La lista completa delle pubblicazioni รจ disponibile nel suo sito web.
Orsola Damiani, diplomata all’Accademia di Illustrazione di Roma, segue un Master in Incisione e poiโฆ vola a Parigi per uno stage. Tornata in Italia, tra una china e un pennello approfondisce il fantomatico mondo dei computer. Crea il suo logo โ un piccolo pesce rosso che nuota tra illustrazioni a mano e grafica editoriale โ affiancando al lavoro di Illustratrice quello di Graphic Designer per la comunicazione e promozione di festival, mostre dโarte, stagioni e spettacoli teatrali, rassegne musicali ed eventi. Pubblica libri per ragazzi, crea illustrazioni per magazine online, riviste di moda, etichette di vini e birre.
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