Il pettirosso

di Alberto Gianno

A sud di altrove, Malcontento era seduto precariamente sul tronco di un vecchio pino, volto verso un faggio. Aveva una strana luce negli occhi quando scorse un pettirosso che volava curvo e sghembo e qualche volta cadeva giรน, tutto confuso e dolorante. Il piccolo pennuto aveva unโ€™ala piรน corta rispetto allโ€™altra.

ยซIn fondo lโ€™apparenza non conta nulla se lโ€™animo รจ puroยป disse il pettirosso dal ramo del faggio.

ยซAccidenti! Tu parli!ยป esclamรฒ lโ€™uomo.

Malcontento scosse la testa e si stropicciรฒ gli occhi sonnacchiosi. Dopotutto il lettino era piuttosto comodo. Dalle finestre dello studio del dottore Felicio, psicologo avanguardista, il sole splendeva di una luce bassa e abbagliante da rendere ogni cosa un poโ€™ incerta.


Gaia Santini, Pettirosso, 2023.

Alberto Gianno, nato ad Atri (TE), vive e lavora a Siracusa. Giovane ingegnere laureato allโ€™Universitร  di Catania, scrive racconti e poesie, forse come fonte di sfogo da un percorso di studi che non lo ha mai affascinato completamente. Ha una visione del mondo assai malinconica; la scrittura gli permette di trovare il suo posto nel mondo.


Gaia Santini, nata a Peccioli (PI) nel 2001. Si รจ formata dapprima al Liceo Artistico di Volterra, poi allโ€™Accademia di Belle Arti di Firenze, dove attualmente รจ iscritta al corso di laurea di scultura. Nei suoi lavori predilige una forte gestualitร  in simbiosi con il suo carattere energico. In conflitto con il presente, getta i propri turbamenti sui suoi personaggi, creando cosรฌ un ponte tra la propria sensibilitร  e il mondo esterno. Attraverso le polveri, il gesso e la materia trova una libertร  inedita a cui spesso affianca testi poetici.

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