di Alberto Gianno
A sud di altrove, Malcontento era seduto precariamente sul tronco di un vecchio pino, volto verso un faggio. Aveva una strana luce negli occhi quando scorse un pettirosso che volava curvo e sghembo e qualche volta cadeva giù, tutto confuso e dolorante. Il piccolo pennuto aveva un’ala più corta rispetto all’altra.
«In fondo l’apparenza non conta nulla se l’animo è puro» disse il pettirosso dal ramo del faggio.
«Accidenti! Tu parli!» esclamò l’uomo.
Malcontento scosse la testa e si stropicciò gli occhi sonnacchiosi. Dopotutto il lettino era piuttosto comodo. Dalle finestre dello studio del dottore Felicio, psicologo avanguardista, il sole splendeva di una luce bassa e abbagliante da rendere ogni cosa un po’ incerta.

Alberto Gianno, nato ad Atri (TE), vive e lavora a Siracusa. Giovane ingegnere laureato all’Università di Catania, scrive racconti e poesie, forse come fonte di sfogo da un percorso di studi che non lo ha mai affascinato completamente. Ha una visione del mondo assai malinconica; la scrittura gli permette di trovare il suo posto nel mondo.
Gaia Santini, nata a Peccioli (PI) nel 2001. Si è formata dapprima al Liceo Artistico di Volterra, poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove attualmente è iscritta al corso di laurea di scultura. Nei suoi lavori predilige una forte gestualità in simbiosi con il suo carattere energico. In conflitto con il presente, getta i propri turbamenti sui suoi personaggi, creando così un ponte tra la propria sensibilità e il mondo esterno. Attraverso le polveri, il gesso e la materia trova una libertà inedita a cui spesso affianca testi poetici.

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